Il caso del possibile ripescaggio di Alleanza Verdi e Sinistra e Avanti Popolari, le due liste che hanno sostenuto la candidatura del neo governatore Antonio Decaro senza eleggere consiglieri, si arricchisce di nuovi dettagli. Gli avvocati sono al lavoro per presentare una memoria alla Commissione elettorale, cui spetta l’ultima parola sugli eletti. Una memoria che potrebbe essere accolta, ridisegnando la mappa del futuro Consiglio regionale, oppure respinta. In quest’ultimo caso, dopo la proclamazione ufficiale, la partita proseguirebbe con un vero e proprio ricorso.
Il nodo centrale riguarda la soglia di sbarramento del 4%, che per Avs e Avanti Popolari è stata calcolata sui voti del presidente e non sui voti delle liste. Il metodo tradotto in numeri ha escluso entrambe le liste: Decaro ha raccolto circa 88mila voti in più rispetto alle forze che lo sostenevano, facendo lievitare la soglia minima d’accesso. Se, al contrario, si considerassero solo i consensi dei partiti, la soglia sarebbe superabile, aprendo automaticamente la strada a quattro seggi.
Secondo alcune simulazioni che circolano negli ambienti politici – e che “Repubblica Bari” colloca in un quadro giuridicamente complesso – l’operazione comporterebbe un riequilibrio pesante per gli alleati. La giurisprudenza precedente sembra orientata verso il calcolo basato sul voto al presidente, come accaduto cinque anni fa in un caso analogo. Tuttavia, questa volta si aggiunge un elemento ulteriore: la percentuale altissima con cui Decaro è stato eletto, il 63%, a fronte della quale il centrosinistra ha ottenuto “solo” il 55% dei seggi. Una sproporzione che sfiora, secondo alcuni giuristi, un possibile dubbio di costituzionalità.
I possibili nuovi ingressi in Consiglio
Nello scenario ipotizzato, per Avs entrerebbero Nichi Vendola per Bari e Anna Grazia Maraschio per Lecce. Per Avanti Popolari troverebbero posto Alessandro Leoci nella circoscrizione di Brindisi e Sergio Clemente in quella di Foggia. Per quattro ingressi, quattro sarebbero i consiglieri destinati a lasciare il seggio: per il M5S uscirebbero Cristian Casili a Lecce e Annagrazia Angolano a Taranto; il Pd perderebbe Giovanni Vurchio nella Bat; la lista Decaro Presidente rinuncerebbe a Giulio Scapato su Foggia.
Gli effetti a catena coinvolgerebbero anche altre liste. In Per, ad esempio, Ruggiero Passero nella Bat potrebbe essere sostituito dall’assessore regionale uscente al Turismo Gianfranco Lopane nella circoscrizione di Taranto. E sempre in Per è già pronto il ricorso di Ruggiero Marzocca, primo dei non eletti per una manciata di voti, che contesta la posizione di Nicola Rutigliano, ipotizzando un caso di ineleggibilità.
L’incrocio di memorie, contro-memorie e possibili ricorsi sembra destinato ad accompagnare l’intero percorso fino alla proclamazione degli eletti e, dunque, all’avvio della nuova legislatura.
La linea del Pd: “Serenità in attesa dei dati ufficiali”
Nel frattempo il Pd ha riunito la segreteria regionale per fare il punto dopo le elezioni. Il segretario Domenico De Santis invita alla prudenza, sottolineando che il partito attende serenamente i dati ufficiali degli eletti da parte della Corte d’Appello. Solo dopo, assicura, partiranno le interlocuzioni con il presidente Decaro.
Il Pd rivendica anche il risultato conseguito alle urne. Con il 25,9% dei consensi, si legge in una nota, il partito ottiene il miglior risultato mai registrato in Puglia, con un incremento di nove punti rispetto alle precedenti regionali. Un risultato che apre le porte a un gruppo consiliare rinnovato, composto da numerosi quarantenni e cinque donne, segnando un primato anche sul fronte della rappresentanza femminile.












