Michele Emiliano non ha alcuna intenzione di rientrare in magistratura al termine del suo mandato. Lo ha detto apertamente ai microfoni di “Un giorno da Pecora”, su Radio Rai, spiegando che il ritorno alla toga non rientra nei suoi progetti, nonostante la richiesta ufficiale presentata subito dopo la vittoria alle Regionali di Antonio Decaro, oggi suo successore designato alla guida della Puglia. L’ex sindaco di Bari dovrà attendere ancora per l’insediamento, mentre l’amministrazione regionale continua a essere guidata, nei fatti, da Emiliano.
Emiliano e il rifiuto del ritorno in toga
Il presidente uscente è stato netto: “Non torno a fare il magistrato, anche per non mettere in imbarazzo tutti quanti, sarei una specie di orso al luna park”. Emiliano ha ricordato come, alla scadenza del mandato, sarebbe teoricamente tenuto a rientrare nei ruoli della magistratura, pur essendo l’unico a cui non si applica il nuovo sistema che impedisce ai politici togati di tornare a giudicare. “Io tutta quest’ansia di ricominciare a lavorare non ce l’ho” ha detto, aggiungendo di voler evitare quel che definisce “un sacrificio”. Una posizione che si scontra con l’istanza di rientro da lui stesso presentata dopo il voto.
Il vero obiettivo: un ruolo nella squadra Decaro
Le parole pronunciate in radio lasciano trasparire una diversa ambizione: “Se lui ha bisogno di me, come sempre accaduto in questi 20 anni, io ci sono sempre”. Emiliano non nasconde dunque la volontà di partecipare alla futura giunta del nuovo governatore Antonio Decaro, suo alleato storico. Una disponibilità che arriva mentre la proclamazione degli eletti in Consiglio regionale non è ancora all’orizzonte, ritardando l’avvio della nuova legislatura.
Lo stallo istituzionale e i “supplementari” di Emiliano
Il presidente uscente osserva che “tra le due amministrazioni c’è una continuità politica” e ritiene che neppure Decaro abbia fretta, impegnato anche a Bruxelles come presidente della commissione Ambiente del Parlamento europeo. “E poi si fidano e mi hanno lasciato le chiavi dell’amministrazione per qualche tempo”, ha dichiarato a Rai Radio1. Una gestione provvisoria che potrebbe protrarsi più del previsto in attesa della formalizzazione del nuovo Consiglio.
La scelta nel campo progressista: Schlein batte Conte
Sul fronte nazionale, Emiliano conferma il suo sostegno alla segretaria del Pd Elly Schlein, preferendola al leader M5S Giuseppe Conte, pur ricordando di essere stato il primo a favorire l’alleanza con i pentastellati quando il “campo largo” era ancora un’idea lontana. “Schlein è diventata pugliese: con le vittorie che riportiamo qui ormai lei dice di essere pugliese”, afferma. E scherza: “Lei è emiliana. Un tempo, quando si parlava della sinistra, si parlava dell’Emilia Romagna come esempio di vittorie continue. Adesso si parla della Puglia. Anche la Schlein sta cercando, come tanti, un parente pugliese da esibire al più presto”.












