Una segnalazione accorata, dettagliata, piena di sgomento. È quella inviata alla nostra redazione dalla dottoressa Bianca Rocca, che ieri pomeriggio, durante una corsa sul lungomare di San Menaio, ha notato sulla spiaggia una tartaruga marina Caretta caretta in evidente difficoltà. Un esemplare di grandi dimensioni, “in perfetto stato, non presente sulla spiaggia mezz’ora prima”, che appariva agonizzante ma non morta.
La segnalazione, immediata, ha attivato una catena di contatti istituzionali che però — stando al racconto della cittadina — non ha portato a un intervento tempestivo.
La prima chiamata è al 113, che la geolocalizza e la mette in contatto con la Capitaneria di Porto di Vieste, competente per area. Alle 16.06 Bianca Rocca spiega posizione, condizioni e urgenza, rendendosi disponibile ad accompagnare gli operatori sul posto. Chiede anche se sia possibile inviare una pattuglia da Rodi Garganico, più vicina: “Mi dicono che sarebbero venuti loro”.
Pochi minuti più tardi arriva una chiamata da una dottoressa della Asl: le vengono chiesti dettagli e fotografie, che la cittadina non aveva scattato, convinta che l’intervento fosse imminente. La dottoressa però replica: “Vengo domani”.
Il giorno successivo, alle 10.50, la drammatica scoperta: la tartaruga era ancora lì. Morta. Nessuno era intervenuto.
La segnalante richiama l’Ufficio Circondariale Marittimo, che risponde in modo confuso: “Non sappiamo, non abbiamo appunti, è un altro ufficio”. Dopo insistenze, le viene assicurato un sopralluogo. La dottoressa contattata il giorno prima richiama più tardi, ma le spiegazioni — riferisce Rocca — non chiariscono perché non si sia agito quando forse l’animale poteva ancora essere salvato.
Una vicenda che lascia un profondo senso di amarezza. “Incredulità, sbigottimento, imbarazzo di fronte a tanta incuria e superficialità”, scrive la cittadina.
E aggiunge: “Se fosse stato agosto, con turisti e situazioni da cartolina, magari sarebbero intervenuti tutti, presto, con la stampa e quant’altro. È questo il Gargano che vogliamo? Anche no”.
La foto allegata mostra la tartaruga perfettamente integra dopo 24 ore, senza segni avanzati di decomposizione, a conferma — secondo la segnalante — che un intervento tempestivo avrebbe potuto fare la differenza.











