La Regione Puglia smentisce in modo netto i dati diffusi da AGENAS nell’ultima edizione del “Sistema nazionale di valutazione delle performance”, presentato al Forum Risk Management di Arezzo, secondo cui la ASL Bari risulterebbe tra le peggiori realtà nazionali per l’adesione ai tre programmi di screening oncologici.
In una nota congiunta, Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Politiche della Salute, e Nek Albano, dirigente della Sezione Promozione della Salute, parlano senza mezzi termini di “errore macroscopico” che rischia di compromettere il lavoro svolto dalle strutture sanitarie e di danneggiare l’immagine dell’intero sistema regionale.
Secondo la Regione si tratterebbe di una nuova svista nell’elaborazione dei dati, analoga a quella verificatasi nel maggio 2025, quando AGENAS fu costretta a correggere e ripubblicare il rapporto sulle Reti oncologiche.
I dati ufficiali della Regione Puglia: quadro diverso da quello diffuso da AGENAS
Le percentuali trasmesse ad AGENAS – e coincidenti con i dati utilizzati per il monitoraggio LEA – sono lontane da quelle pubblicate dall’Agenzia. Solo per fare un esempio: AGENAS attribuisce alla ASL Bari un’adesione allo screening mammografico del 3,8%, mentre i dati ufficiali parlano del 38%.
Le percentuali reali della Puglia per l’anno di riferimento sono:
• Screening mammografico: 45% regionale (ASL Bari 38%, BT 60%, Brindisi 58%, Foggia 40%, Lecce 39%, Taranto 53%)
• Colon retto: 24% regionale (Bari 22%, BT 31%, Brindisi 28%, Foggia 17%, Lecce 28%, Taranto 25%)
• Cervice uterina: 40% regionale (Bari 40%, BT 45%, Brindisi 48%, Foggia 35%, Lecce 33%, Taranto 47%)
“La discrepanza è talmente evidente – sottolineano Montanaro e Albano – da far pensare a un errore di calcolo o gestione dei dati del tutto incompatibile con una corretta valutazione delle performance”.
I dati dell’Osservatorio Nazionale Screening confermano i progressi della Puglia
La Regione richiama inoltre i numeri ufficiali pubblicati dall’ONS, che nelle ultime analisi ha evidenziato un netto miglioramento delle Regioni del Sud, con la Puglia tra le realtà più dinamiche.
Nel 2024, la Puglia ha fatto registrare:
• Screening cervicale: estensione 151,8% (media nazionale 117,2%), adesione 41,7% (Italia 42%).
• Screening mammografico: adesione 55,5% (Italia 53,8%).
• Screening colon retto: estensione 105% (Italia 94%), adesione 24,9% (Sud 21,1%).
La richiesta di chiarimenti: “AGENAS rispetti il ruolo dell’ONS”
La Puglia ricorda che, secondo l’Accordo Stato-Regioni del febbraio 2025, è l’Osservatorio Nazionale Screening l’organismo unico deputato alla raccolta e alla valutazione dei dati sui programmi oncologici.
Il rischio, spiegano gli uffici regionali, è quello di creare duplicazioni, metodologie incoerenti e interpretazioni divergenti, con conseguente danno per Regioni e cittadini.
La Regione Puglia chiede ora due azioni immediate:
• la rettifica pubblica dei dati diffusi da AGENAS e del portale delle performance;
• un chiarimento definitivo dei ruoli tra Ministero, ONS e AGENAS per evitare ulteriori difformità.
La polemica esplode proprio mentre la sanità pugliese è impegnata nel recupero degli standard LEA e in un generale miglioramento degli screening. Un lavoro che, assicurano Montanaro e Albano, “non può essere messo in discussione da errori che non appartengono alla Regione”.











