Il discorso più solenne del suo decennio alla guida della Regione Puglia. Michele Emiliano ha scelto l’assemblea nazionale dell’Upi, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per tracciare il suo bilancio politico e istituzionale, dentro un intervento durato oltre mezz’ora e ricco di riferimenti alla Costituzione, alla collaborazione tra territori e al futuro del regionalismo italiano.
L’abbraccio a Mattarella e il ricordo del Teatro restaurato
Emiliano ha aperto l’intervento con un saluto rivolto al Capo dello Stato, ricordando la giornata del “3 febbraio 2017”, quando Mattarella partecipò alla riapertura del Teatro di Lecce dopo un lungo restauro. “In tutti i momenti davvero importanti per la nostra comunità Lei c’era” ha detto. “Non ci ha mai fatto mancare la Sua presenza, il Suo sostegno, il Suo incoraggiamento”.
Autonomia differenziata, il no della Puglia: “Va difesa l’unità della Repubblica”
Una parte centrale del discorso è stata dedicata al tema dell’autonomia differenziata. Emiliano ha ricordato la battaglia della Regione contro la legge n. 86 del 2024, definita “competitiva e divisiva”, e il ricorso alla Corte costituzionale concluso con la sentenza n. 192 che, a suo dire, ha fissato dei “paletti irrinunciabili”.
“Le devoluzioni devono riguardare funzioni specifiche, non intere materie. Senza LEP uguali per tutti non esiste autonomia giusta” ha ribadito, contestando anche le pre-intese emerse negli ultimi mesi. “Nessuna intesa potrà essere approvata senza la preventiva definizione dei LEP. E se ciò avvenisse, quelle leggi saranno impugnabili”.
Cooperazione tra territori e solidarietà: “La forza della Repubblica è nella collaborazione”
Nel passaggio più politico, Emiliano ha richiamato la “leale collaborazione” come fondamento del sistema istituzionale italiano. “La solidarietà non è un gesto generoso ma un pilastro costituzionale” ha detto. “Solo facendo delle specificità una risorsa, e non un motivo di divisione, si alimenta l’inesauribile ricchezza del Paese”.
Ha poi aggiunto: “Ho imparato che si cresce conoscendosi, confrontandosi, ragionando insieme. È così che cresce l’Italia intera”.
Il congedo dopo dieci anni: “Spero di aver lasciato un seme di speranza”
Nella parte finale, il presidente uscente è passato a un registro più personale, salutando la Puglia al termine dei suoi dieci anni di governo regionale. “Ho cercato di dare tutto ciò che avevo. Forse avremmo potuto fare ancora di più, ma abbiamo lavorato con dedizione, con senso del dovere, con spirito di servizio”.
Emiliano ha detto di sperare di aver “lasciato tracce concrete di miglioramento nella vita quotidiana dei pugliesi” e un “seme di speranza per un Sud capace di andare a testa alta”.
“Ho cercato ogni giorno di coltivare il lato più bello della politica: quella che accoglie, che supera gli egoismi, che rende la comunità più coesa e solidale”. E ha concluso: “Porterò questi anni per sempre nel mio cuore”.
Il suo commiato si è chiuso con un tributo istituzionale: “Viva le Province italiane, viva la Puglia, viva la Repubblica Italiana”.











