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Home - Mafia dei montanari, moglie Palena: “Mio marito idolatrava Miucci, tutto qui. Ma non avevamo i soldi nemmeno per le bollette”

Mafia dei montanari, moglie Palena: “Mio marito idolatrava Miucci, tutto qui. Ma non avevamo i soldi nemmeno per le bollette”

Iniziato il processo abbreviato al clan Li Bergolis-Miucci. Le ammissioni del pentito Troiano e la difesa dei primi imputati tra cui Maria Francesca Palumbo

Di Francesco Pesante
20 Novembre 2025
in Cronaca, Gargano
In alto, Miucci con la moglie Scarabino (anche lei imputata) nella sala colloqui del carcere; sotto, Palumbo e Palena; a destra, un'immagine tratta dal video del blitz "Mari e Monti"

In alto, Miucci con la moglie Scarabino (anche lei imputata) nella sala colloqui del carcere; sotto, Palumbo e Palena; a destra, un'immagine tratta dal video del blitz "Mari e Monti"

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Si apre con confessioni, smentite e retroscena di mafia la prima udienza del processo abbreviato “Mari e monti”, celebrata davanti al gup di Bari. Un procedimento imponente: 42 imputati ritenuti parte o contigui alla galassia del clan Li Bergolis-Miucci, accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, armi, rapine e altri reati. Principale imputato il boss Enzo Miucci, 42 anni detto “Renzino”, “Mutanda” o “U’ Criatur”, reggente del clan a seguito delle lunghe condanne inflitte nel processo “Iscaro Saburo” dei primi anni 2000 ai fratelli Li Bergolis, capi dell’organizzazione.

Altri 8 imputati tra cui Dino Miucci, fratello maggiore di Enzo e presunto “uomo degli appalti del clan”, affronteranno invece il rito ordinario, con processo fissato a Foggia a dicembre. L’indagine, culminata nel blitz del 15 ottobre 2024 con 41 arresti, poggia su pentiti, centinaia di intercettazioni, video e testimonianze.

Troiano conferma tutto: “Non voglio più sapere nulla di quella vita”

Collegato in videoconferenza da una località protetta, Gianluigi “Il minorenne” Troiano, 32 anni, viestano, ex latitante arrestato a Granada dopo oltre due anni di fuga, ha ribadito il racconto già consegnato alla Dda nell’autunno 2024, quando decise di collaborare. “Ho chiuso con quella vita” ha detto, rinnovando la propria confessione.

Troiano ha ammesso: l’appartenenza al clan Li Bergolis fino al luglio 2017; la partecipazione con Enzino Miucci all’importazione di 1.672 kg di marijuana dall’Albania in tre sbarchi tra marzo e ottobre 2017; il concorso nella rapina da 200mila euro alla gioielleria “Dei Nobili” di Monte del 18 febbraio 2017; il suo doppio gioco: mentre restava formalmente nei Li Bergolis, passava informazioni al gruppo rivale Lombardi-Scirpoli-La Torre fino a schierarsi apertamente con questi ultimi; il coinvolgimento nell’omicidio di Omar Trotta, ucciso a Vieste nel luglio 2017 perché ritenuto vicino ai Li Bergolis. Per quell’omicidio è imputato in Corte d’assise a Foggia. Secondo l’accusa fece da basista.

“Facevamo la fame”: la versione di Palumbo

Tra gli interrogati anche Maria Francesca Palumbo, 36 anni, accusata di cinque episodi di spaccio, estorsione e violenza privata. È moglie di Raffaele Palena, indicato come capo del clan per la cellula di Monte Sant’Angelo.

La donna ha negato che il marito fosse un mafioso: “Idolatrava Miucci, tutto qui”, dichiarando di aver commesso piccoli episodi di spaccio “solo per mettere il piatto a tavola. Non avevamo nemmeno i soldi per pagare le bollette”. Secondo l’accusa era invece un tramite tra il carcere e l’esterno.

“Io conosco i boss”: parla Primavera

Ha reso dichiarazioni anche Marco Primavera, 30 anni, sanseverese, imputato per detenzione di ordigni e riciclaggio di un ciclomotore. Ha assicurato che gli ordigni citati nelle intercettazioni erano “petardi natalizi” e che la frase sul ruolo di Palena come “braccio destro di Miucci” era una presa in giro.

Primavera ha ricordato le sue origini familiari: “Sono l’ex genero di Severino Palumbo”, storico capo clan sanseverese ucciso nel 2015. “So chi è un boss. Palena non lo è”.

La prossima udienza è fissata a gennaio per la requisitoria dei pm Ettore Cardinali e Luciana Silvestris. La sentenza potrebbe arrivare nell’estate 2026.

Gli imputati del procedimento abbreviato

Matteo Armillotta (46 anni), Angela Basta (23), Donato Bisceglia (39), Davide Carpano (34), Giovanni Caterino (45), Marino Ciccone (67), Nicola Ciliberti (27), Giuseppe Pio Ciociola (22), Gianmichele Ciuffreda (38), Libero Colangelo (43), Luigi Ferri (45), Francesco Gallo (55), Giulio Guerra (36), Claudio Iannoli (49), Giovanni Iannoli(39), Michele La Torre (35), Orazio Pio La Torre (33), Matteo Lauriola (34), Luigi Mazzamurro (46), Antonio Miucci (23), Enzo Miucci (42), Raffaele Miucci (23), Raffaele Palena (32), Maria Francesca Palumbo (36), Michele Pellegrino (20), Matteo Pettinicchio (40), Raffaele Giorgio Prencipe (41), Roberto Prencipe (38), Marco Primavera(30), Filomena Primosa (33), Piergiorgio Quitadamo (50), Marco Raduano (42), Carmine Romano (55), Maria Gaetana Santoro (77), Lorenzo Scarabino (37), Marilina Scarabino (42), Giuseppe Stramacchia (39), Tommaso Tomaiuolo (29), Angelo Totaro (34), Pasquale Totaro (33), Gianluigi Troiano (32), Giuseppe Vitulano (39).

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Tags: clan li Bergolisclan RomitoDda BariFoggiagarganomafiamonte sant'angeloprocesso Mari e MontiTroianoVieste
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