Nel pieno della polemica politica sulla situazione dell’Oncologia del “Lastaria” di Lucera, Napoleone Cera replica con durezza alle accuse di “sciacallaggio” mosse dall’assessore regionale Raffaele Piemontese e dal consigliere Antonio Tutolo. Il consigliere regionale, che in mattinata aveva denunciato l’assenza di medici in reparto, parla di attacco “fuori fuoco” e chiarisce di essere “perfettamente a conoscenza delle condizioni di salute del medico colpito da un malore”, al quale rivolge “sinceri auguri di pronta guarigione”.
Per Cera, però, il nodo non riguarda la malattia del professionista, bensì la gestione del servizio. E la sua accusa è netta: “Un intero reparto è andato in tilt per l’assenza improvvisa di un solo medico. In qualsiasi sistema sanitario organizzato la sostituzione si attiva immediatamente. Se il Lastaria collassa per un’assenza, significa che il reparto era già fragile”. A pesare, secondo il consigliere regionale, è anche il trasferimento a Foggia di malati e infermieri: “Da Lucera si sono spostati tutti, ma da Foggia non si poteva mandare un medico? Questo è il vero scandalo”.
Cera respinge al mittente le accuse di sfruttare una vicenda personale: “Sciacallaggio non è denunciare i pazienti abbandonati. Sciacallaggio è coprire anni di caos nella sanità pugliese. Io sto dalla parte dei malati, non di chi scappa dalle responsabilità”. E aggiunge che, grazie al clamore suscitato, la sostituzione sarebbe ora in corso: “Se le cose si muovono significa che avevo ragione. Ma perché servono ultimatum pubblici per ottenere ciò che dovrebbe essere automatico?”.
Il consigliere annuncia inoltre che domani, alle 9, sarà di fronte al presidio ospedaliero di Lucera per verificare di persona la situazione: “Chiedo ai giornalisti di esserci. La verità sarà documentata, incontestabile”.













