Preoccupazione e richiesta di garanzie reali sul futuro occupazionale dei lavoratori Iveco dopo la conferma, da parte del ministro Adolfo Urso, del via libera del Governo alla cessione di Iveco alla multinazionale indiana Tata Motors. Il Ministro, in audizione alla Camera, ha inoltre ribadito l’avvenuta operazione di trasferimento del ramo Iveco Defence Vehicles a Leonardo S.p.A., azienda controllata dallo Stato.
A destare maggiore allarme, però, è il limite temporale dell’impegno sull’occupazione: solo due anni. Una prospettiva giudicata “totalmente insufficiente” dal segretario generale della Fiom Cgil Foggia, Marco Potenza, che chiede una convocazione immediata del tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la partecipazione diretta dei vertici di Tata Motors.
“Servono garanzie vere, non promesse a scadenza”
“L’impegno per due anni è totalmente insufficiente – afferma Potenza –. Serve una convocazione urgente che coinvolga da subito anche Tata Motors. L’obiettivo deve essere la tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e delle attività strategiche per il nostro Paese”.
Il sindacato chiede che il Governo imponga un accordo vincolante con impegni concreti di produzione industriale, occupazione e progettazione a lungo termine. “Non si può pensare che solo l’industria militare debba essere tutelata e sviluppata – sottolinea Potenza –. Limitarsi a garantire i siti italiani e i livelli occupazionali per soli due anni è assolutamente insufficiente”.
La Fiom Cgil Foggia ribadisce infine che la vertenza Iveco non riguarda solo il futuro di centinaia di famiglie, ma anche la tenuta dell’intero comparto industriale nazionale, che necessita di strategie di sviluppo e investimenti strutturali, non di soluzioni temporanee.










