Beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre un milione di euro sono stati sequestrati a Mario Lerario, ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia, già condannato per corruzione e falsità materiale in atti pubblici. Il provvedimento, disposto dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Guardia di Finanza, rientra in un’operazione di prevenzione patrimoniale finalizzata a colpire i proventi illeciti derivanti dalle attività contestate all’ex funzionario.
Il sequestro riguarda due imprese agricole, sei fabbricati, 45 appezzamenti di terreno per un’estensione complessiva di 14 ettari, un’automobile e diversi rapporti finanziari. Secondo gli investigatori, Lerario avrebbe accumulato un patrimonio non compatibile con i redditi dichiarati, evidenziando un tenore di vita sproporzionato rispetto alle proprie capacità economiche ufficiali.
Le indagini hanno accertato che la “capacità reddituale dichiarata” dell’ex dirigente e dei suoi familiari non giustificava “l’accrescimento patrimoniale avvenuto negli anni in cui si è manifestata la sua pericolosità sociale”, periodo che coincide con il suo incarico alla guida della Protezione civile regionale, tra il 2020 e il 2021.
Lerario era già stato condannato per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e falsità in atti pubblici, reati commessi mentre ricopriva la carica di responsabile della struttura pugliese. L’inchiesta, che aveva portato alla luce un sistema di mazzette e favori legati ad appalti e forniture pubbliche, rappresenta uno dei casi più gravi di corruzione nella pubblica amministrazione regionale degli ultimi anni.










