Un teatro gremito, applausi e cori per i leader del centrodestra riuniti a Bari in sostegno di Luigi Lobuono, candidato alla presidenza della Regione Puglia. Al Teatro Team, tutto esaurito con due maxischermi allestiti per chi non è riuscito a entrare, si sono alternati sul palco Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, in un appuntamento che ha segnato la giornata clou della campagna elettorale.
Meloni: “Solo gli italiani possono mandarmi a casa”
La premier ha attaccato con durezza la sinistra, definendola “ai margini per la sua supponenza”, e ha assicurato che non sarà “il referendum sulla giustizia a decidere il mio destino”. “Arriverò a fine legislatura – ha ribadito – e solo gli italiani possono mandarmi a casa”.
Meloni ha rivendicato le scelte economiche del governo, difendendo la manovra e sottolineando che “ci vuole coraggio a dire che favorisce i ricchi”. Ha ricordato “i 18 miliardi destinati a chi guadagna fino a 35mila euro” e “la dignità del lavoro che ha sostituito l’elemosina del reddito di cittadinanza”.
Sulla sanità, la premier ha annunciato “oltre due milioni di prestazioni in più” e ha rivendicato l’impegno del governo nel sostenere la Puglia: “Solo per il Policlinico di Foggia abbiamo stanziato 64 milioni di euro”.
Salvini: “Fuori dalle palle chi non rispetta l’Italia”
Il vicepremier leghista ha scelto toni forti parlando di sicurezza e immigrazione: “L’Europa sta permettendo a troppi immigrati di distruggere il nostro tessuto sociale. Chi non rispetta la nostra cultura, la nostra religione e la nostra Costituzione, fuori dalle palle”. Salvini ha anche annunciato un decreto migranti e ha insistito sulla legittima difesa: “Se entri in casa mia per rubare, il mestiere del ladro è pericoloso”.
Dal palco ha lanciato l’appello al voto: “Chi non va alle urne poi non rompa le palle per cinque anni se le cose non vanno. È il momento del cambiamento, la Lega può ottenere il miglior risultato della sua storia in Puglia”.
Tajani: “Costruiremo una Puglia che non si piange addosso”
Il leader di Forza Italia ha aperto con una gaffe, citando il “San Paolo” invece del “San Nicola”, ma ha subito conquistato la platea: “Costruiremo una Puglia moderna, che non si piange addosso, aiutando imprese, commercianti e artigiani, abbattendo la burocrazia e sviluppando il turismo”. Poi ha attaccato il centrosinistra: “Decaro vuol dire Emiliano, Emiliano vuol dire Decaro. Non cambierebbe nulla e le cose continuerebbero a non funzionare”.
Lupi: “Mai patrimoniale, basta scioperi”
Dal leader di Noi Moderati è arrivato un messaggio netto al sindacato: “Landini smetta di proclamare scioperi e si occupi dei rinnovi contrattuali. Il centrodestra non metterà mai le mani nelle tasche degli italiani”.
Lobuono: “Da vent’anni la Puglia è in emergenza”
Chiusura affidata al candidato presidente, Luigi Lobuono, che ha richiamato il tema della discontinuità: “Viviamo da anni in emergenza idrica, abitativa, sanitaria e agricola. Decaro è la continuità di questo sistema. È tempo di cambiare, di riprendere in mano la nostra regione. Non possiamo più accettare distrazioni e promesse non mantenute”.
Il centrodestra ha lanciato così il messaggio di unità e forza a due settimane dal voto del 23 e 24 novembre: “Una coalizione compatta – hanno ribadito i leader – per costruire una Puglia del lavoro, della sicurezza e della dignità”.











