Si infiamma il confronto politico in vista delle regionali del 23 e 24 novembre. Dopo il post di Nichi Vendola — che accusa Giorgia Meloni di “ricordarsi della Puglia solo per la campagna elettorale”, di aver disertato per tre anni la Fiera del Levante e di spingere “l’autonomia differenziata che marginalizza il Mezzogiorno” mentre “si sperperano miliardi in armi” — arriva la replica di Nicola Gatta, candidato al consiglio regionale nelle liste di Fratelli d’Italia.
“Meloni non è venuta a mani vuote”
“Forse chi è mancato dalla Puglia è proprio Nichi Vendola”, attacca Gatta, ricordando la visita della premier a Bari “insieme al ministro Fitto, con fondi pari a 6,4 miliardi di euro per finanziare 470 progetti strategici per la Regione”. Per il candidato di FdI, l’azione del governo “è nei fatti”: dall’istituzione della Zes unica del Mezzogiorno al fondo perequativo infrastrutturale “che vincola almeno il 40% degli investimenti pluriennali alle regioni del Sud”.
Il contesto indicato da Vendola
Nel suo intervento, Vendola accusa Meloni di “comportarsi da capo tribù più che da capo del Consiglio dei Ministri”, sostiene che “il centrodestra pugliese non esiste più” e collega la partita regionale a “un’economia di guerra” che “blocca opere fondamentali come il collegamento tra la diga del Liscione e la diga di Occhito”. L’ex presidente rivendica per Alleanza Verdi Sinistra l’idea di “una Puglia di pace” in opposizione a chi “mette il Mezzogiorno ai margini”.
“Fake news e ritardi sul Liscione–Occhito”
Punto su cui Gatta insiste: “La mistificazione deve avere un limite. Il ‘tubone’ del Liscione è fermo da vent’anni per responsabilità della Regione. Nel 2020 l’attuale vicepresidente disse che l’opera era cosa fatta. Da allora, immobilismo: oggi è solo uno slogan per raccattare voti nel mondo agricolo”.
Il botta e risposta sulla “guerra”
Sulla cornice evocata da Vendola, Gatta rovescia l’accusa: “Parlare di ‘economia di guerra’ è un’esagerazione. Ricordo che Antonio Decaro ha votato favorevolmente al riarmo in un passaggio delicato per l’UE. Difficile dare lezioni quando nella coalizione che Vendola sostiene si leggono veti e liti su liste e programmi”.
Una campagna elettorale a nervi scoperti
Tra la narrazione di Vendola — che lega Meloni a un disegno di marginalizzazione del Sud — e la contro-narrazione di Gatta — che accredita al governo risorse, riforme e centralità internazionale della Puglia “portata alla ribalta mondiale con il G7” — si consuma uno scontro che travalica i confini regionali. La contesa sul Mezzogiorno, tra investimenti rivendicati e opere rimaste al palo, sarà uno dei terreni decisivi della corsa alle urne.











