Si riaccendono le speranze per Arianna, la 19enne di Foggia vittima di deepfake porn, dopo mesi di silenzio e dolore. La giovane è intervenuta questa mattina, venerdì 24 ottobre, in esclusiva a “Storie Italiane”, il programma di Eleonora Daniele su Rai1, per raccontare gli ultimi sviluppi della sua vicenda.
“Forse adesso c’è una luce in fondo al tunnel”
“Ho affermato dall’inizio che secondo me devono aver agito in gruppo”, ha detto Arianna durante la trasmissione. “La notizia che sono stati individuati degli indagati mi fa ben sperare, perché dopo vari mesi passati nel buio, forse adesso ci può essere questo barlume di speranza, una luce in fondo al tunnel. Sono fiduciosa”.
La giovane, ancora profondamente segnata dall’accaduto, ha parlato delle difficoltà quotidiane che sta affrontando: “Vivo in uno stato di profondo disagio, spesso dico no anche alle mie amiche quando mi chiedono di uscire. La notte dormo male e poco, ho attacchi di panico. Nessuna persona si merita questa violenza e odio, una dignità non dico persa, ma quasi. È un trauma che mi porterò avanti a vita, non si cancella facilmente”.
L’avvocato Verile: “La Procura di Foggia ha più indagati”
In collegamento anche il legale della ragazza, Fabio Verile, che ha confermato importanti sviluppi nelle indagini: “La Procura di Foggia sta lavorando alacremente sulla questione e, pur nel segreto istruttorio, possiamo dire da fonti attendibili che vi sono uno o più indagati. Ci sono stati decreti di perquisizione e un verbale di sequestro di alcuni apparecchi informatici, che saranno analizzati sperando di poter individuare finalmente il responsabile”.
L’avvocato ha poi annunciato che anche la difesa si muoverà in prima persona: “Con Arianna e i genitori abbiamo deciso di recitare una parte attiva e cominceremo a breve indagini difensive per capire cosa è successo davvero. Le ipotesi sono tante e tutte vanno vagliate con attenzione”.
“È un caso che si può risolvere”
Secondo Verile, “il caso non è di difficile risoluzione: Arianna è una ragazza che frequenta pochi ambienti e conosce poche persone, quindi è plausibile che il responsabile si trovi tra le sue conoscenze. Anche se fosse una sola persona, più di qualcuno sa. Non è possibile che siano stati così scaltri da non lasciare tracce”.
Un dolore che continua
La giovane vittima, simbolo di una battaglia contro la violenza digitale, ha concluso con parole cariche di dolore ma anche di forza: “Spero solo che si arrivi presto a capire chi ha fatto questo. La mia vita è cambiata per sempre, ma voglio credere che la giustizia faccia il suo corso”.










