La Juve Stabia, squadra campana militante nel campionato di Serie B, è stata posta sotto amministrazione controllataper presunte infiltrazioni mafiose. Il provvedimento è stato disposto dal tribunale di Napoli, su richiesta congiunta della Procura della Repubblica di Napoli, del Procuratore Nazionale Antimafia e del Questore di Napoli.
Il decreto, che coinvolge anche alcune società collegate ai servizi di gestione delle manifestazioni sportive, affida la guida del club a un pool di professionisti nominato per assicurare trasparenza e legalità nella gestione societaria.
Melillo: “Subordinazione alla camorra, un caso scuola”
“Un quadro generale preoccupante, un caso scuola di subordinazione alla criminalità organizzata”. Così il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha commentato l’operazione, parlando apertamente di un’influenza diretta dei clan D’Alessandro e Imparato sulle dinamiche del club stabiese.
Secondo Melillo, la vicenda della Juve Stabia rappresenta il terzo caso in Italia in cui una società calcistica professionistica viene commissariata per ragioni analoghe: prima del club campano, analoghi provvedimenti erano stati adottati per il Foggia Calcio e per il Crotone Calcio.
Un provvedimento senza precedenti per la Serie B
La decisione del tribunale di Napoli arriva dopo mesi di indagini e approfondimenti patrimoniali che avrebbero evidenziato legami sospetti tra alcuni ambienti imprenditoriali legati alla squadra e circuiti vicini alla camorra stabiese.
L’amministrazione controllata, misura straordinaria introdotta dal codice antimafia, consente di mantenere in vita la società garantendone la continuità sportiva, ma sotto una vigilanza diretta dello Stato. Il pool nominato dal tribunale avrà ora il compito di verificare i conti, accertare eventuali irregolarità e gestire le attività del club fino a nuove disposizioni.
Un segnale forte contro le infiltrazioni nel calcio
Il caso Juve Stabia rilancia il dibattito sulla penetrazione delle organizzazioni criminali nello sport professionistico, tema più volte sollevato dalla Direzione Nazionale Antimafia. L’intervento giudiziario, pur eccezionale, viene considerato dagli inquirenti “un segnale di tutela per la legalità e per i tifosi onesti”.
La società, intanto, continuerà a disputare regolarmente le gare di campionato, ma ogni decisione amministrativa e finanziaria sarà sottoposta al controllo del team di gestione nominato dal tribunale.










