Nuovo blitz nel rione San Bernardino di San Severo, dove questa mattina la Polizia di Stato e la Polizia Locale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo riguardante 23 immobili abusivi. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, rappresenta il tredicesimo step di un’inchiesta complessa che mira a contrastare occupazioni illegali e abusi edilizi nel quartiere.
Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Foggia, ha portato alla denuncia di 11 persone ritenute responsabili dei reati di occupazione abusiva (art. 633 e 639 bis c.p.) e abuso edilizio (art. 44 lett. b del D.P.R. 380/2001). All’operazione hanno preso parte anche i Reparti Prevenzione Crimine, il Commissariato di San Severo e le unità cinofile antidroga e anti esplosivo.
Un fronte unico contro il degrado edilizio e lo spaccio
Le indagini, partite da precedenti attività di contrasto allo spaccio di droga nel quartiere, hanno portato la Procura a costituire un fronte operativo congiunto tra la squadra mobile di Foggia e la Polizia Locale di San Severo. Obiettivo: restituire legalità al territorio anche sotto il profilo ambientale e urbanistico.
Secondo gli accertamenti, i fabbricati sequestrati sarebbero stati realizzati su suolo pubblico, senza alcuna autorizzazione né certificazione di agibilità, trasformando di fatto aree destinate a strade, marciapiedi o spazi di pubblica utilità in zone di uso privato. Le persone denunciate avrebbero occupato e utilizzato i terreni a scopo personale, traendone profitto.
Un bilancio imponente: 216 immobili sequestrati e 136 indagati
Con l’operazione di oggi, il totale degli immobili abusivi sequestrati nell’ambito delle indagini sul rione San Bernardino sale a 216, mentre gli indagati complessivi sono 136. Diverse decine di manufatti, già oggetto di provvedimento, sono stati demoliti nei mesi scorsi.
Durante il blitz, gli agenti hanno anche sequestrato 450 grammi di eroina trovati nella disponibilità di una 22enne sanseverese, arrestata per detenzione illecita di sostanza stupefacente e posta ai domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le indagini ancora in corso
Le autorità sottolineano che i procedimenti penali sono nella fase delle indagini preliminari e che le persone coinvolte non possono essere considerate colpevoli fino a una eventuale sentenza definitiva.
L’operazione segna un nuovo passo nel lungo percorso di recupero della legalità in una delle aree più delicate del Foggiano, dove degrado urbano e criminalità continuano a intrecciarsi.









