Con grande spirito di dialogo e collaborazione il vescovo della Diocesi Foggia Bovino, Giorgio Ferretti ha invitato nel palazzo vescovile giornalisti e operatori della comunicazione a partecipare alla tavola rotonda da lui presieduta sul tema: “Una pace disarmata e disarmante”.
L’iniziativa si è collocata all’interno del tempo di grazia che la Chiesa sta vivendo, il Giubileo Ordinario indetto da Papa Francesco.
Nel segno di San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa vissuto nel XVI e XVII secolo, proclamato patrono dei giornalisti e dei comunicatori da Papa Pio XI nel 1923, per la sua abilità nell’uso della comunicazione scritta, come i fogli stampati, per diffondere le sue idee, monsignor Ferretti ha voluto interloquire con la stampa sui temi a lui più cari per il territorio: acqua, crisi climatiche, desertificazione, immigrazione, PNRR, giovani, spopolamento.
Ha citato il Messaggio della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2025 pronunciato da Papa Francesco. “Disarmare la comunicazione. Troppo spesso oggi la comunicazione non genera speranza, ma paura e disperazione, pregiudizio e rancore, fanatismo e addirittura odio. Troppe volte essa semplifica la realtà per suscitare reazioni istintive; usa la parola come una lama; si serve persino di informazioni false o deformate ad arte per lanciare messaggi destinati a eccitare gli animi, a provocare, a ferire. Ho già ribadito più volte la necessità di “disarmare” la comunicazione, di purificarla dall’aggressività. Non porta mai buoni frutti ridurre la realtà a slogan”.
I tempi saranno buoni se noi saremo buoni perché noi siamo tempi, ha detto citando Sant’Agostino. Belle le sue parole rivolte alla libera stampa. “Voi cercate la notizia, ma datela sempre senza faziosità a costo di avere una vita non facile. Gli stipendi non sono sempre certi e di alto livello. Serve una comunicazione capace da darvi uscire dalla Torre di Babele. Oggi si cerca l’aggressione, si parla sopra gli altri, un linguaggio senza amore e fazioso. Il vostro servizio e lo stile sono importanti. Che le vostre notizie non siano solo trasmissione di informazioni me creazione di un linguaggio. Tutti voi siete preoccupati dell’intelligenza artificiale che richiede discernimento per il bene. Disarmiamo la comunicazione, disarmiamo le parole. Occorre una comunicazione disarmata e disarmante. Voi siete in prima linea nel narrare, sappiate
scegliere la strada di una comunicazione di pace”.









