Una riforma radicale dell’assetto istituzionale regionale e una nuova visione per il lavoro in Puglia: sono questi i due pilastri del progetto “Puglia 2030” delineati da Antonio Decaro durante la sua partecipazione alla Fiera del Levante, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno.
L’eurodeputato e leader dem, candidato alla presidenza della Regione, ha sottolineato la necessità di una “fase costituente” per riscrivere lo Statuto e la legge elettorale pugliese. “Il tema non è il consigliere supplente, ma il quadro generale”, ha dichiarato, riferendosi alla mancata approvazione della proposta di introdurre in Consiglio figure sostitutive. “Questa è l’unica Regione, contrariamente a tutte le altre d’Italia, che non può scegliere la propria squadra di governo. Gli assessori devono essere scelti all’interno del Consiglio, e questo crea un problema di conflitto di interessi: chi amministra non può essere anche chiamato a controllare”.
“Un modello come quello dei Comuni”
Decaro, ex presidente dell’Anci, propone di adottare lo schema dei Comuni italiani, con una netta separazione dei ruoli tra esecutivo e legislativo. “Gli assessori dovrebbero gestire, i consiglieri pianificare e programmare”, ha spiegato. Da qui l’idea di un nuovo Statuto regionale e di una razionalizzazione della legge elettorale, che uniformi i criteri a livello nazionale: “Sarebbe opportuno – ha detto – che tutte le Regioni decidano criteri analoghi per elezioni e premi di maggioranza, perché altrimenti ognuna va per i fatti suoi. Sembrano tanti piccoli Stati”.
La riforma, secondo Decaro, dovrà essere una delle prime priorità del prossimo Consiglio regionale: “Non serve inventare nulla di nuovo. Basta guardare come funzionano le altre Regioni italiane e adottare le buone pratiche già esistenti”.
“Politiche del lavoro da rifondare”
Nel suo intervento, l’eurodeputato ha affrontato anche il tema dell’occupazione, evidenziando la necessità di una svolta nella qualità del lavoro in Puglia. “Negli ultimi dieci anni – ha affermato – le politiche hanno generato occupazione non stabile e sottopagata. Abbiamo scalato le classifiche dell’occupazione, ma i dati Istat ci dicono che si tratta di lavoro precario, spesso stagionale e concentrato nel turismo e nella ristorazione”.
Davanti ai dirigenti e ai candidati dem riuniti a Patù, in provincia di Lecce, Decaro ha preso le distanze dalla gestione del decennio Emiliano, annunciando un cambio di rotta: “Dobbiamo attirare imprenditori e investire sulle specificità della nostra terra, per creare lavoro stabile e meglio retribuito”.
Verso la definizione del programma
Il percorso programmatico di “Puglia 2030” è in via di completamento. “Il 23 chiuderemo il programma – ha spiegato Decaro – dopo aver ascoltato associazioni di categoria, sindacati e i contributi emersi dai tavoli su welfare, parità di genere e cultura alla Fiera del Levante”.
Movimenti nel campo largo
Sul fronte politico, La Gazzetta del Mezzogiorno riferisce che Decaro avrebbe confermato l’inserimento del consigliere regionale Stefano Lacatena nella lista “Per la Puglia”, una scelta che non avrebbe entusiasmato Saverio Tammacco, presidente della Commissione Bilancio. Intanto il Psdi di Mimmo Magistro starebbe dialogando per entrare nel campo largo, con la possibilità di confluire nel cartello dei socialisti e popolari di Gianni Stea.












