Non solo una partita, ma un messaggio forte contro le mafie. È così che viene raccontato da “La Repubblica” il “derby” di oggi tra Foggia e Crotone, due squadre accomunate da un destino giudiziario simile: entrambe sono infatti sotto amministrazione giudiziaria, dopo le decisioni dei tribunali di Bari e Catanzaro che hanno accolto le richieste della Direzione Distrettuale Antimafia.
Due club sotto tutela dello Stato
Come ricorda Lirio Abbate, il 19 maggio il tribunale di Bari ha disposto l’amministrazione giudiziaria del Calcio Foggia 1920, accogliendo la richiesta della Dda e della Questura per “proteggere la gestione e impedire l’acquisizione delle quote a prezzi inferiori a quelli di mercato”. Pochi mesi dopo, il 14 luglio, un provvedimento analogo ha colpito il Crotone Calcio, su istanza della Procura e della Questura calabrese.
Si tratta della prima volta nella storia del calcio italiano che due società calcistiche, commissariate per infiltrazioni criminali, si affrontano in campo.
Un simbolo di riscatto
L’insolito “derby” dello Zaccheria diventa così un simbolo, una sfida sportiva ma anche morale: “un calcio alle mafie”, scrive Abbate. Foggia e Crotone condividono una storia recente segnata da pressioni, intimidazioni e tentativi di condizionamento da parte dei clan. Ora, entrambe le società stanno tentando di rinascere sotto la gestione dello Stato, che ha assunto il controllo per garantire trasparenza e legalità.
La rinascita attraverso il calcio
Il Foggia, affidato a una gestione commissariale, cerca di riconquistare fiducia e risultati sul campo, mentre il Crotone punta a consolidare la sua identità sportiva e civile. “La sfida di oggi – si legge su La Repubblica– non è solo una partita di calcio, ma una prova di maturità per due città che vogliono liberarsi dal peso delle organizzazioni mafiose”.
Un messaggio che va oltre il campo
In tribuna, allo stadio Zaccheria, non sarà solo sport: sarà il simbolo della rinascita di due territori e della volontà di dimostrare che lo sport può essere uno strumento di riscatto e di resistenza civile.
Come conclude Abbate, “il pallone rimbalza in un terreno minato, ma la legalità deve correre più veloce del malaffare. È la posta più importante in gioco, quella della libertà e della dignità”.









