Dal 2014 al 2023 il Pil della Puglia è aumentato di 8,2 miliardi di euro, pari a una crescita dell’11%. A certificarlo è l’Istat, che ha diffuso i nuovi dati aggiornati e rivalutati con il metodo dei valori concatenati con anno di riferimento 2020, eliminando le distorsioni dovute all’inflazione. La crescita pugliese supera i dati medi nazionali e territoriali: +10,12% in Italia, +10,30% nel Centro-Nord e +9,51% nel Mezzogiorno.
Secondo l’Istituto di statistica, il Pil pugliese è passato da 75,174 miliardi nel 2014 a 83,379 miliardi nel 2023, con una crescita costante interrotta solo nel 2020, anno della pandemia. Già nel 2021 la Puglia ha registrato un rimbalzo del +8,84%, superando i livelli pre-Covid, per poi proseguire con un +5,53% nel 2022 e un ulteriore +0,95% nel 2023.
Il ruolo degli investimenti regionali
“Grazie alle misure messe in campo dalla Regione abbiamo raggiunto risultati importantissimi”, ha dichiarato il presidente Michele Emiliano. Nel periodo considerato, gli investimenti realizzati dalle imprese con gli strumenti regionali gestiti da Puglia Sviluppo ammontano a 8,4 miliardi di euro, una cifra quasi identica all’incremento del Pil nello stesso arco temporale.
Emiliano ha ricordato anche “i 2 miliardi della manovra emergenziale” per sostenere la liquidità delle imprese durante la pandemia e “i 3 miliardi e mezzo di investimenti pianificati nel nuovo ciclo di programmazione 2021-2027”. “Siamo stati bravi a progettare strumenti e spendere bene le risorse europee – ha aggiunto – ma il merito va anche ai pugliesi, agli imprenditori, ai lavoratori, al mondo della ricerca e alle università che hanno creduto nella nostra regione”.
Le conferme di Bankitalia
Anche la Banca d’Italia, nel suo Rapporto annuale sull’economia pugliese, conferma la solidità della crescita regionale. In particolare, il focus sul Titolo II, misura di agevolazione rivolta alle piccole e medie imprese, evidenzia “una più intensa accumulazione di capitale” e “il raddoppio delle immobilizzazioni materiali delle imprese beneficiarie”.
Il rapporto segnala inoltre il contributo positivo delle startup innovative, con circa 1.400 società di capitali pugliesiiscritte alla sezione speciale del Registro imprese dal 2012 al 2024. Quasi il 40% di queste opera nel settore dei servizi informatici e software, un quinto nella ricerca e sviluppo e il resto nei servizi di informazione.
Occupazione ai massimi dal 2018
La presidente di Puglia Sviluppo, Grazia D’Alonzo, ha sottolineato come “i dati dell’Istat e di Bankitalia siano la conferma del lavoro svolto in anni difficilissimi”. Ha ricordato che il 2024 si è chiuso con 1 milione 304mila occupati, il numero più alto dal 2018, con un tasso di occupazione salito al 51,2% e la disoccupazione scesa per la prima volta a una sola cifra, 9,3%.
Nel secondo trimestre del 2025 gli occupati sono ulteriormente cresciuti a 1 milione 312mila, anche grazie agli incentivi regionali che hanno generato oltre 41.600 nuove assunzioni nella vecchia programmazione e la previsione di 6.700 nuovi posti di lavoro con la nuova.
Prospettive per il 2024 e oltre
“Dalle proiezioni ancora non definitive emerge che anche nel 2024 la Puglia continua a crescere, nonostante scenari complessi come la riduzione della produzione ex Ilva”, ha spiegato Gianna Elisa Berlingerio, direttrice del Dipartimento Sviluppo economico della Regione. “L’avvio del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione nel 2025 ci lascia ben sperare, anche grazie ai 2.500 progetti presentati dalle imprese nel 2024. La fiducia degli imprenditori nella Puglia resta alta e va oltre le difficoltà del contesto”.









