Un lieve sconto di pena per “lo zio”. La corte d’appello di Bari ha rideterminato in 20 anni e 2 mesi la condanna complessiva a carico di Roberto Sinesi, 63 anni, storico boss della “Società foggiana” detenuto dal settembre 2016 al regime del 41 bis, attualmente rinchiuso ad Oristano. Il nuovo conteggio è frutto dell’applicazione della continuazione tra tre condanne definitive per mafia, estorsione e armi legate a fatti compresi tra il 2015 e il 2020.
Dal cumulo di 26 anni a 20 anni e 2 mesi
Sinesi, detto anche “Capacchione”, era stato condannato in via definitiva a 26 anni di reclusione: 9 anni per associazione mafiosa nell’operazione “Decima Azione”, 12 anni per estorsione aggravata nel processo “Saturno” sul racket dei parcheggi e 5 anni per detenzione e porto d’armi, episodio legato all’attentato del settembre 2016 quando rispose al fuoco mettendo in fuga un commando che voleva eliminarlo. La corte d’appello ha ritenuto di unificare queste condanne sotto il vincolo della continuazione, abbassando così la pena a 20 anni e 2 mesi.
La difesa aveva chiesto un calcolo più favorevole, sostenendo che la continuazione dovesse includere anche la vecchia condanna a 15 anni inflitta negli anni Novanta nei maxi-processi “Panunzio” e “Day before” per mafia e droga. In base a quella prospettazione, i 15 anni già espiati avrebbero dovuto sommarsi alle recenti condanne, portando a una pena complessiva di 22 anni da cui sottrarre i 15 scontati, con un residuo di poco più di 7 anni.
La libertà durata 48 ore
Proprio questa interpretazione aveva convinto la corte d’appello, lo scorso febbraio, a ridurre la pena residua a poco più di 7 anni, ormai già scontati, consentendo a Sinesi di uscire dal carcere. Ma la libertà del boss durò soltanto 48 ore: la Procura generale ricorse immediatamente in Cassazione, che annullò la decisione e ordinò un nuovo esame della posizione del detenuto.
Secondo la Procura generale, infatti, non è possibile applicare la continuazione tra condanne degli anni Novanta e quelle relative a reati commessi vent’anni dopo. Un orientamento ora accolto dai giudici, che hanno escluso dal calcolo le vecchie sentenze.
In bilico altri 16 anni
Lo scenario resta comunque incerto. Se la Cassazione confermerà la nuova quantificazione, il fine pena per Sinesi si collocherà attorno al 2036. Ma sul capoclan pesa anche un’altra condanna: 16 anni inflitti in primo grado come presunto mandante del tentato omicidio di Vito Bruno Lanza, alias “U’ lepr”, colpito gravemente in un agguato del 2015 nel pieno della guerra tra i clan Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza. In appello si deciderà se quella pena dovrà sommarsi a quelle già definitive, allungando ulteriormente l’orizzonte detentivo del boss foggiano.









