L’assegnazione senza gara del servizio di raccolta rifiuti ad Amiu Puglia è finita al centro del processo in corso a Bari e ieri ha registrato un passaggio cruciale: il Comune di Foggia ha chiesto di costituirsi parte civile nei confronti di tutti gli imputati, sostenendo che quella scelta abbia prodotto danni economici all’ente. L’istanza, presentata davanti al gup Cecilia Massarelli, riguarda anche Antonello Antonicelli, 51 anni, direttore generale di Amiu Puglia, accusato insieme ad altri ex dirigenti e funzionari pubblici di turbata libertà di scelta del contraente.
L’inchiesta e le accuse
Il procedimento nasce da un’indagine della pm Paola De Martino, partita dagli esposti di alcune associazioni, che contesta l’affidamento diretto ad Amiu Puglia di un contratto da 200 milioni in 9 anni per la raccolta dei rifiuti a Foggia. Secondo la Guardia di Finanza, la relazione con cui il Comune avrebbe giustificato la convenienza dell’affidamento sarebbe stata predisposta dallo stesso Antonicelli, in conflitto con la normativa sugli appalti.
Gli imputati, oltre al direttore generale, sono l’ex dirigente comunale Concetta Zuccarino, 62 anni, di Apricena, e – con l’accusa di falso – il dirigente Saverio Pio Longo, 45 anni, di San Giovanni Rotondo, il funzionario Giovanni Sorbo, 45 anni, di Foggia, e Maria Rosaria Mangiatordi, 46 anni, di Bari, referente del Conai. Nel fascicolo processuale è finito anche un appalto comunale per i servizi cimiteriali.
Le tensioni tra soci e il ruolo del Comune
A rappresentare l’amministrazione foggiana c’era la sindaca Maria Aida Episcopo. La scelta ha aperto un caso politico-amministrativo: il Comune di Foggia è socio al 20% di Amiu Puglia, mentre il socio di maggioranza è il Comune di Bari, che ha anche designato Antonicelli. In sostanza, il socio di minoranza chiede i danni al direttore generale nominato dal socio principale. Una situazione che alimenta tensioni e rilancia le ipotesi, circolate a Bari, di una possibile scissione della società per separare le attività baresi da quelle foggiane.
Le parti civili e le prossime udienze
Oltre al Comune di Foggia, ieri ha chiesto di costituirsi parte civile anche il Wwf. L’associazione, che aveva firmato uno degli esposti, sostiene che i corrispettivi del contratto con il Comune di Foggia finiscano per coprire anche i costi della raccolta rifiuti nel capoluogo barese.
Le difese hanno chiesto tempo per valutare le costituzioni, contestando in particolare quella dell’amministrazione foggiana, giudicata troppo generica e quindi passibile di eccezioni. Il gup ha rinviato l’udienza a fine ottobre e fissato la discussione per inizio dicembre. Se sarà ammesso come parte civile, il Wwf potrebbe chiedere la citazione del Comune di Foggia come responsabile civile.









