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Home - Narcotraffico col “Bufalo” di Romanzo Criminale, sentenza per due cerignolani. Assolto Saracino

Narcotraffico col “Bufalo” di Romanzo Criminale, sentenza per due cerignolani. Assolto Saracino

Il gup di Roma ha pronunciato il verdetto nel processo abbreviato sui traffici internazionali di stupefacenti legati al nome di Marcello Colafigli, ex boss della Magliana. Cadute le accuse per un cerignolano, condannato invece il concittadino Napolitano

Di Redazione
17 Settembre 2025
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cronaca
Saracino e Colafigli

Saracino e Colafigli

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Si chiude con una doppia decisione il processo abbreviato che vedeva imputati due cerignolani nell’inchiesta della Dda di Roma sui traffici internazionali di droga. Il gup della Capitale ha assolto Gaetano Saracino, 45 anni, e condannato a 6 anni Pasquale Napolitano, 58 anni, entrambi di Cerignola, limitatamente a una delle due imputazioni contestate. Entrambi erano accusati di aver finanziato operazioni milionarie per l’importazione di cocaina dalla Colombia e di hashish dalla Spagna.

L’inchiesta e gli arresti

Saracino e Napolitano erano stati arrestati il 4 giugno 2024 nell’ambito di un blitz che portò a 28 misure cautelari tra carcere, domiciliari e obblighi di firma, in un’inchiesta che toccava l’asse Roma-Cerignola-Napoli-Viterbo. L’operazione ebbe grande eco anche per il coinvolgimento di Marcello Colafigli, storico esponente della Banda della Magliana, detto “Marcellone”, il noto “Bufalo” della serie tv “Romanzo Criminale”, ergastolano in semilibertà che secondo gli inquirenti avrebbe coordinato i traffici.

Il processo è stato diviso tra rito ordinario, davanti al Tribunale di Roma (tra cui Colafigli), e rito abbreviato per dieci imputati, tra cui i due cerignolani. La procura aveva chiesto per entrambi una condanna a 10 anni di reclusione.

L’accusa della Dda

Secondo l’impianto accusatorio, Napolitano e Saracino avrebbero partecipato alla raccolta di 200mila euro per finanziare l’acquisto di 30 chili di cocaina dalla Colombia, droga che sarebbe dovuta arrivare via container ai porti di Gioia Tauro e Napoli. L’affare però saltò dopo la perdita del denaro, e per questo episodio il gup ha assolto entrambi gli imputati “per non aver commesso il fatto”.

Il secondo capo di imputazione riguardava invece l’arrivo in Italia, a novembre 2020, di un ingente quantitativo di hashish dalla Spagna, acquistato a 1700 euro al chilo e rivenduto a circa 4500 euro. La droga giunse in Italia su un autotreno con targa spagnola, fu scaricata in una falegnameria di Roma e subito immessa sul mercato. Qui la Dda collocava tra i finanziatori Saracino e Napolitano.

Assoluzione e condanna

Il gup ha assolto Saracino da entrambe le contestazioni, accogliendo la linea difensiva degli avvocati Antonella Basanisi e Sergio Schlitzer, che hanno rimarcato come nessuna intercettazione lo chiamasse in causa. Il cerignolano, che ha scontato un anno di custodia cautelare tra carcere e domiciliari ed era sottoposto all’obbligo di firma, torna dunque completamente libero.

Diversa la decisione per Napolitano, difeso dagli avvocati Michele Pierno e Valerio Spigarelli: assoluzione per la vicenda della cocaina, ma condanna a 6 anni per l’episodio dell’hashish.

Le prossime tappe

Entrambi gli imputati avevano respinto ogni addebito, dichiarandosi estranei ai traffici e spiegando i rapporti con Colafigli come circoscritti a conoscenze personali e lavorative. Resta aperto il procedimento ordinario a carico di Colafigli e di altri imputati, mentre la sentenza di ieri chiude il capitolo abbreviato per i due cerignolani.

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Tags: Banda della MaglianaCerignolaCocainaDda RomaGaetano SaracinoHashishMarcello ColafiglinarcotrafficoPasquale NapolitanoRoma
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