Un appello forte e accorato arriva dal Gargano all’indomani dell’omicidio di Leonardo Ricucci, avvenuto nelle campagne di Monte Sant’Angelo. L’arcivescovo Franco Moscone ha diffuso un comunicato in cui condanna con fermezza la recrudescenza criminale che sta piegando il territorio: “La recrudescenza, notevole per proporzioni, di misfatti perpetrati negli ultimi tempi mi induce a non tacere ed a reagire con fermezza e coraggio di fronte a tanta violenza”.
Moscone cita gli episodi più recenti che hanno scosso la comunità: i roghi di auto, compresa quella dell’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, il sabotaggio alla sala operatoria ortopedica dell’ospedale cittadino, fino al delitto consumato nella notte nell’agro di Monte Sant’Angelo.
Le parole condivise con il sindaco D’Arienzo
L’arcivescovo ha fatto proprie le dichiarazioni del sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo D’Arienzo, coordinatore pugliese di Avviso Pubblico: “Non lasciamoci intimorire, non cediamo all’indifferenza, custodiamo i valori millenari della nostra comunità per affermare che la cultura della vita e della legalità è più forte di qualsiasi mafia”.
Un messaggio che Moscone ha rilanciato con forza, sottolineando che ogni intimidazione criminale “va letta come rivolta non solo alla singola vittima ma a tutto il popolo del Gargano, affidato alle cure pastorali della Chiesa”.
Condanna e incoraggiamento
Nel comunicato, il vescovo richiama i valori di giustizia e libertà, che non possono fondarsi sulla violenza o sulla sopraffazione: “La verità non sta nella forza o nella prevaricazione della violenza, ma nell’impegno per il bene comune e la solidarietà tra persone che si riconoscono membri della stessa comunità e fedeli della stessa Chiesa”.
La Chiesa locale, assicura Moscone, “sarà sempre voce di condanna che si alza forte e senza paura contro le mentalità criminali, ma anche voce di conforto e incoraggiamento per un popolo che ha una storia ed una volontà di bene da difendere e far maturare”.
L’appello ai cittadini
Infine, un invito diretto ai garganici, soprattutto a chi lavora quotidianamente nelle istituzioni e nella società civile per la trasparenza e la legalità: “Coraggio, andiamo avanti, è la strada giusta”.
Un messaggio che vuole restituire speranza a un territorio ferito, ma che, sottolinea l’arcivescovo, custodisce bellezze e valori che non possono essere piegati dalla violenza mafiosa.











