Con l’estate e l’arrivo massiccio di turisti, Vieste si conferma tra le località più gettonate del Gargano. Lo certificano i dati di Puglia Promozione, ma il boom di presenze riaccende il dibattito sull’adeguatezza dei servizi sanitari nella zona. A sollevare il tema è il lettore Augusto Cernò, di Polignano a Mare, che ha inviato alla nostra redazione una riflessione sul potenziamento del Punto di Primo Intervento di Vieste dopo la tragica morte della 76enne Ninetta Notarangelo.
“Manca cardiologia h24 e ambulanza con medico”
“Mi lascia perplesso – scrive Cernò – che la Asl di Foggia non abbia previsto il rafforzamento del PPI, con la presenza di un servizio di cardiologia h24 e un’ambulanza dotata di medico specialista a bordo. In estate il territorio vede un aumento esponenziale di turisti, ma resta privo di strumenti adeguati per far fronte a emergenze di questo tipo”.
Il problema dei collegamenti
Cernò sottolinea inoltre le criticità infrastrutturali: “Il Gargano ha una viabilità non certo scorrevole, con tempi lunghi per raggiungere gli ospedali di Foggia, Manfredonia e San Giovanni Rotondo. Non a caso in quelle zone è attivo il servizio di elisoccorso, segno evidente della necessità di risposte tempestive e vicine ai cittadini e ai visitatori”.
Il ricordo delle soluzioni del passato
Nel suo intervento, il lettore ricorda anche un precedente: “Durante il governo Fitto, l’allora direttore generale Savino Cannone attivò il servizio mobile di risonanza magnetica nucleare, proprio per venire incontro alle esigenze delle popolazioni ed evitare spostamenti scomodi. Era un tempo in cui le direzioni generali erano ‘aperte’ e accettavano i suggerimenti di operatori commerciali accreditati e qualificati”.
Un appello, quello di Cernò, che riporta al centro della discussione il tema della sanità territoriale sul Gargano, soprattutto in una stagione in cui il numero di persone presenti moltiplica i rischi e la necessità di risposte immediate.











