La sparatoria avvenuta a Barletta continua a scuotere la città e l’intera provincia Bat. Dopo i colpi esplosi in pieno centro, che hanno ferito gravemente un giovane di 24 anni originario di Cagnano Varano, interviene la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Grazia Di Bari, che invita istituzioni e cittadini a un impegno comune contro l’escalation di violenza.
L’appello di Grazia Di Bari
“La provincia Bat sta vivendo una escalation di violenza che non rappresenta la nostra comunità – ha dichiarato Di Bari –. Indignarsi non basta più, serve una risposta forte e su più fronti. La repressione è necessaria, ma da sola non basta. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione, con il coinvolgimento di Comuni, Regione, Governo, ma anche scuole, parrocchie, famiglie e associazioni”.
La consigliera ha poi lanciato un messaggio chiaro contro le facili scorciatoie: “A chi invoca l’esercito rispondo che abbiamo bisogno di un esercito di educatori, sociologi e operatori culturali. Se i nostri spazi si animano, diventano luoghi sicuri. Dobbiamo creare lavoro e opportunità per i giovani che troppo spesso partono per necessità. Solo così si restituisce fiducia e si toglie ossigeno alla violenza”.
La sfida social della vittima
Mentre la politica discute, il 24enne ferito ha affidato a una storia Instagram un messaggio che fa discutere. Dall’ospedale, con la gamba bloccata in un fissatore esterno, ha pubblicato la foto del suo letto scrivendo: “Nemmeno la morte mi fa paura”, accompagnata da una serie di emoticon rabbiose. Un segnale di sfida che lascia intravedere il clima di tensione attorno all’episodio.
L’ombra di una faida tra gruppi criminali
Gli investigatori non escludono che la sparatoria sia legata a una faida tra gruppi foggiani e bande barlettane che, secondo gli inquirenti, si sarebbero riorganizzate sulle ceneri del clan Cannito. Una rivalità che avrebbe generato nuove frizioni nel controllo del territorio e dei traffici illeciti.
La paura tra i cittadini cresce, ma al tempo stesso aumenta la richiesta di risposte forti e coordinate per evitare che Barletta e l’intera provincia tornino ostaggio di dinamiche criminali già vissute in passato.











