È partita a Vieste la nona edizione de “La Settimana dell’Olio”, il grande evento dedicato all’extra vergine di oliva che fino al 28 agosto trasformerà il Gargano in una vetrina d’eccellenza per il settore olivicolo pugliese. Un viaggio immersivo tra degustazioni, incontri con i produttori, masterclass, showcooking e momenti di formazione, con un filo conduttore chiaro: il futuro dell’olio passa da qualità, identità e innovazione.
Il valore dell’identità
Ad aprire la rassegna, domenica 24 agosto, è stato l’incontro “A tu per tu con il produttore” ospitato da Tenute Il Mandrione e dedicato a Pietro Intini di Olio Intini, eccellenza dell’olivicoltura pugliese tra Alberobello e la Valle d’Itria. “Le sfide del futuro si giocheranno su terroir, biodiversità, qualità e identità” ha dichiarato Intini, raccontando la storia della sua azienda di famiglia, giunta alla terza generazione e riconosciuta con il prestigioso Presidio Slow Food per la monocultivar Cima di Mola.
Al suo fianco, la direttrice organizzativa Sabrina Pupillo, che ha ribadito come l’obiettivo della manifestazione sia far conoscere “quanto più possibile il prodotto principe dell’agricoltura viestana, l’olio extravergine di oliva”.
Partecipazione straordinaria
Entusiasta l’assessore all’Agricoltura di Vieste Gaetano Paglialonga, che ha sottolineato la crescita dell’evento: “Quest’anno abbiamo registrato un aumento degli espositori e una partecipazione straordinaria, con la maggior parte delle attività già sold out prima dell’inizio. È un motivo di orgoglio e un segnale importante di attenzione verso un prodotto identitario come l’extravergine”.
La giornata inaugurale ha offerto esperienze suggestive, come la degustazione di oli EVO dal Trabucco di Santa Croce con Matteo Silvestri dell’associazione La Rinascita dei Trabucchi Storici, e la masterclass “MixOilogy” al ViestHouse B&B, dedicata ai cocktail all’olio extravergine con Riccardo Santovito ed Elvan Uysal, in collaborazione con Gargano Dry Gin e Orsini Soda.
Innovazione e biodiversità
Grande curiosità ha suscitato la presentazione del progetto “Kefir di mandorla & Olio”, a cura di Nerina Di Nunzio e Pasquale Venerito del CRSFA “Basile Caramia” di Locorotondo. Un’iniziativa che valorizza antiche varietà pugliesi di mandorle – ben 250 quelle recuperate – trasformandole in nuove produzioni come latte e kefir, abbinati a diversi oli extravergini.
“Un frutto che può non essere attraente per il mercato fresco trova nuova vita nei prodotti trasformati” ha spiegato Di Nunzio, sottolineando il legame tra ricerca scientifica, biodiversità e innovazione agroalimentare.
Un programma ricco fino al 28 agosto
Il calendario della Settimana dell’Olio è fitto: incontri con aziende simbolo come Olio De Carlo, laboratori per bambini sulla sana alimentazione, esperienze di mindfulness tra gli ulivi secolari, masterclass con giornalisti del Gambero Rosso e showcooking che vedranno protagonisti anche chef e pizzaioli di fama internazionale, come Diego Vitagliano.
Non mancheranno i momenti di apertura internazionale, con i giornalisti lituani Paulius Jurkevicius e Jurgita Jurkevicione, che guideranno un confronto sul mercato dell’olio nei Paesi Baltici e firmeranno uno speciale showcooking dedicato alla cucina lituana abbinata agli oli del Gargano.
Ogni sera, a Marina Piccola, spazio al Mercatino dei Produttori con sedici casette dedicate alle migliori aziende olivicole del territorio, musica live e degustazioni.
Il futuro dell’extravergine
La Settimana dell’Olio 2025 si conferma così non solo come evento di promozione, ma come laboratorio di idee e sperimentazioni. Dal recupero della biodiversità alla formazione, dalle nuove tecniche di comunicazione al dialogo internazionale, Vieste si propone come capitale dell’extravergine pugliese, mettendo al centro produttori, ricerca e innovazione.
Come ha ricordato Filippo Legnaioli, presidente di FIOI, atteso per la giornata conclusiva: “La vera sfida è difendere la qualità artigianale e l’identità degli oli extravergini italiani. Solo così potremo costruire un futuro solido per l’olivicoltura”.













