Ogni sera, puntuale, via Podgora a Foggia si trasforma. Terminato il turno della pattuglia fissa dei vigili urbani, la strada diventa teatro del cosiddetto “mercatino del degrado”: bancarelle improvvisate, merci esposte a terra, affollamenti sospetti e, secondo diverse segnalazioni, persino attività di spaccio di droga mascherate dietro l’abusivismo commerciale. Una scena che i residenti del quartiere Ferrovia denunciano da tempo, senza però ottenere risposte concrete.
Il nodo dei turni
La dinamica è sempre la stessa: appena i vigili urbani lasciano la postazione, l’area si riempie in pochi minuti. “Era prevedibile – denunciano i cittadini – basta che i vigili vadano via e il mercatino riparte come se nulla fosse”. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale Francesco Strippoli, ricordando pubblicamente: “Io ho fatto una mozione per istruire il terzo turno. Votata da tutta l’aula. Non applicata”. Una dichiarazione che mette in luce un problema di organizzazione mai risolto, lasciando il quartiere privo di presidio proprio nelle ore più delicate.
Videosorveglianza inascoltata
L’altro grande paradosso riguarda la videosorveglianza. Proprio all’angolo incriminato è installata la telecamera A022 Via Podgora dir. Nord, collegata direttamente alla centrale operativa della Polizia Locale. In teoria uno strumento prezioso, capace di monitorare in tempo reale il via vai di persone e l’allestimento del bazar abusivo. In pratica, però, i residenti denunciano che quelle immagini restano “mute testimoni” e non vengono utilizzate per intervenire. “A cosa serve spendere soldi pubblici in telecamere se poi non vengono sfruttate?” si chiedono i cittadini.
Un quartiere ostaggio del degrado
Il “mercatino del degrado” non è soltanto un problema estetico o di ordine pubblico momentaneo, ma l’ennesimo segnale di un quartiere lasciato a se stesso. Senza turni serali, senza presidio costante e senza un utilizzo concreto della videosorveglianza, la legalità a Foggia sembra fermarsi al tramonto. I residenti chiedono risposte chiare: perché non viene applicata una decisione già votata in consiglio comunale? Perché le telecamere non diventano deterrente ma solo telecamere-spettatrici di un degrado quotidiano?
Nel frattempo, il quartiere Ferrovia continua a convivere con un’economia parallela fatta di abusivismo, illegalità e sospetto spaccio di droga. Una ferita aperta che rischia di minare ulteriormente la sicurezza e la vivibilità dell’intera città.










