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Home - Decaro ed Emiliano, il braccio di ferro in Puglia che nasconde la partita nazionale del Pd

Decaro ed Emiliano, il braccio di ferro in Puglia che nasconde la partita nazionale del Pd

Secondo un’analisi de Il Manifesto, la mossa dell'ex sindaco di Bari guarda al congresso dem e alla sfida a Schlein

Di Redazione
22 Agosto 2025
in Politica, Puglia
Decaro e Schlein

Decaro e Schlein

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Il braccio di ferro tra Antonio Decaro e Michele Emiliano sul futuro del centrosinistra in Puglia non è soltanto una questione locale, ma l’anticamera di una partita molto più ampia, quella del congresso nazionale del Partito democratico. A rivelarlo è un’approfondita analisi pubblicata da Il Manifesto, che ricostruisce il lungo e tortuoso confronto tra l’ex sindaco di Bari e l’attuale governatore pugliese, evidenziando come dietro le schermaglie per la candidatura a governatore si nasconda la strategia di Decaro per accreditarsi come sfidante della segretaria Elly Schlein.

Il patto con Emiliano e il dietrofront

Come ricorda Il Manifesto, fino alla scorsa primavera i rapporti tra i due ex alleati sembravano improntati alla continuità. Emiliano, durante l’assemblea regionale del Pd del 30 maggio, aveva annunciato l’accordo dell’Hotel Parco dei principi a Bari, dichiarando pubblicamente: “Da priore sarò frate semplice per dare una mano ad Antonio”. Sembrava l’avvio di una transizione pacifica. Poi, a giugno, il colpo di scena: Decaro cambia linea e afferma di non volersi candidare se Emiliano rimane in lista. Una mossa che ha riaperto le tensioni, spiazzando i vertici nazionali e regionali del partito.

Il calcolo politico verso il congresso

La chiave di lettura, sottolinea il quotidiano, è tutta politica. Nel 2026 si terrà un congresso anticipato del Pd, cruciale per Schlein, che punta a guidare la partita delle liste elettorali e a consolidare la leadership in vista delle Politiche. Decaro, forte delle oltre 500mila preferenze raccolte alle europee – di cui circa 350mila solo in Puglia – è visto dall’area riformista come il candidato con più chance di contendere la segreteria. Per riuscirci, però, deve liberarsi dell’ombra ingombrante del suo predecessore e assicurarsi che il consenso pugliese non venga disperso.

I numeri lo dimostrano: nel 2017 Emiliano (contro Renzi) ottenne il 54% dei voti in Puglia e quel bottino, pur con scarsi risultati altrove, gli valse il 12% a livello nazionale. Replicare un exploit simile, ma questa volta a favore di Decaro, significherebbe arrivare al congresso con una base solida, in grado di impensierire davvero la segretaria.

L’intreccio con Conte e i rischi dello scontro

Secondo Il Manifesto, anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte starebbe osservando con attenzione la partita. Indebolire Schlein, ragionano fonti interne, significherebbe aprire uno spazio per un eventuale ritorno a Palazzo Chigi. Da qui le pressioni su Emiliano a farsi da parte, anche evocando le inchieste che hanno colpito alcuni esponenti della sua maggioranza. Emiliano, però, non accetta di essere dipinto come “impresentabile” e rivendica la propria storia politica, ricordando che persino nella gestione Decaro non sono mancati problemi, come il commissariamento della municipalizzata Amtab per infiltrazioni mafiose.

I possibili scenari

Il Partito democratico, intanto, ha concesso tempo fino a metà settembre per sciogliere il nodo. Se Decaro non ufficializzerà la candidatura, scatterà il cosiddetto Piano B: una discesa in campo di figure alternative come Loredana Capone, Raffaele Piemontese o addirittura il ritorno di Nichi Vendola. Nel frattempo, le tensioni continuano a crescere. Emiliano, pur mantenendo un profilo di disciplina interna, ha già messo in guardia: “Se si cerca di umiliare la mia storia scatta la guerra nucleare”.

La posta in gioco

Il quadro delineato da Il Manifesto mostra che la Puglia non è solo il terreno di uno scontro personale, ma il laboratorio di una strategia che guarda ben oltre i confini regionali. Per Decaro, il vero obiettivo non è soltanto la presidenza della Regione, ma la costruzione di una leadership nazionale in grado di contendere la guida del Pd a Elly Schlein e, in prospettiva, di presentarsi come alternativa a Giorgia Meloni.

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Tags: Antonio DecarocentrosinistraCongresso PdElly SchleinGiuseppe ConteIl ManifestoLoredana CaponeMichele EmilianoNichi Vendolapartito democraticoPugliaraffaele piemontese
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