Tanta commozione ai funerali dell’ex senatore Lucio Tarquinio celebrati nella Chiesa di Gesù e Maria di Foggia. Insieme ai familiari, alla moglie, ai figli Antonio e Roberta, al fratello Roberto Tarquinio e ai nipoti sono stati molti i politici e i professionisti a lui legati negli anni a rendere omaggio al democristiano.
Con la sua morte idealmente si chiude un cerchio trasversale della Seconda Repubblica foggiana avviato con la dipartita di Enrico Santaniello, Paolo Agostinacchio e Sabino Colangelo.
Lucio Tarquinio già consigliere regionale nei primi anni Novanta e poi vicepresidente del Consiglio regionale ha trovato casa in Forza Italia divenendo il contraltare dell’homo novus Santaniello, super assessore regionale all’Urbanistica.
Negli ultimi anni gli strappi col PdL, aveva seguito infatti Raffaele Fitto nelle sue varie avventure europee con il partito del leone, i Conservatori e Riformisti, ma non lo aveva appoggiato nel suo approdo meloniano.
Nel 2019 a livello cittadino fu insieme al fedelissimo Mimmo Verile tra coloro che avversarono la rielezione di Franco Landella, “inventandosi” insieme agli amici dem ed ex margheritini e agli ambienti legalitari della città la candidatura dell’ingegner Pippo Cavaliere, oggi presente in chiesa.
“Lucio era molto riluttante, sarebbe stato felice nel vedere tanta gente e amici, persone che lo hanno apprezzato e hanno fatto un po’ di strada insieme a lui. È grande la traccia che quest’ uomo lascia. Di Lucio voglio ricordarmi la sua dignità che è forse la parola laica con il più grande significato evangelico. La sua è stata una grande esperienza nella Democrazia Cristiana, una strada che molto di voi hanno percorso”, ha detto rivolto all’ assemblea dal pulpito.
“Le strade si ricongiungono perché c’è un tratto che unisce Lucio a Sabino Colangelo e Paolo Agostinacchio. A quest’uomo la città deve molto. Se c’è qualcosa che Lucio non ha fatto è pensare alla sua famiglia a sé, ai suoi figli. A Lucio consegniamo il nostro grazie, aveva una capacità ironica e autoironica. Io ci litigavo spesso, ma in quella bara leggo un messaggio e un sorriso. Resterà il suo sorriso in quel suo sguardo”.
Tantissimi i Tarquiniani presenti come Marco Camporeale o Ciro Persiano. In chiesa c’erano Paolo Telesforo, Eugenio Iorio, Mario Marchittelli, Lucia La Torre, Damiano Gelsomino, Paolo Mongiello, Gaetano De Perna, Nicola Gatta e la senatrice Annamaria Fallucchi, l’ex presidente della Provincia Carmine Stallone. E poi tanti professionisti e imprenditori: l’avvocato Gianluca Ursitti, il commercialista Lucio Fares, Luigi Iorio, gli architetti Virginio Stanziale e Augusto Marasco, il numero uno camerale Pino di Carlo, Gianni Trisciuoglio, Marco Insalata, il presidente di Confcommercio Antonio Metauro, l’ingegner Francesco Corbo, Daniela Eronia, Davide Leccese.
E poi ancora Mariolina Santovito, il sindaco di Apricena Antonio Potenza, Paolino La Torre, il notaio ed ex parlamentare Antonio Pepe, Ciccio D’Emilio, i meloniani Giandonato La Salandra insieme alla segretaria cittadina Daria Cascarano, il consigliere regionale Paolo Dell’Erba, Antonio Bove, Giuseppe Pica, Antonio Giannatempo, Oronzo Orlando, l’europarlamentare Mario Furore, la presidente del consiglio foggiano Lia Azzarone, il consigliere regionale Sergio Clemente, l’assessora Daniela Patano, il neo presidente del Parco del Gargano Raffaele Di Mauro, i consiglieri comunali Pasquale Cataneo e Nunzio Angiola, Rosario Cusmai, l’assessore Pino Galasso, gli ex colleghi Roberto Ruocco e Giovanni Copertino da Monopoli e il senatore Perrone.









