Complice da un lato l’incertezza di Antonio Decaro, ancora soffocato da un Pd regionale che intende assecondare il volere del governatore uscente Michele Emiliano, e dall’altro l’assoluto caos del centrodestra, ancora incapace di dettare una linea con un proprio candidato credibile e spendibile (si vedrà se almeno la premier Giorgia Meloni in vacanza in Puglia riuscirà a cavarne qualcosa tra i suoi colonnelli con Marcello Gemmato e il potente Alfredo Mantovano in testa), i vari candidati consiglieri, tranne qualche eccezione, appaiono tutti deboli nella loro iniziativa politica ed elettorale.
Alla vigilia quasi tutti pensavano di dover “disputare” un agosto adrenalinico sul piano del consenso, ma invece la campagna elettorale delle Regionali, che potrebbero tenersi il 12 e 13 ottobre, è ancora tutta sottobanco, con incontri preliminari e cene balneari.
Non si conoscono i candidati presidenti, non si conoscono le liste di appoggio, non ci sono ancora le coalizioni. È difficile capire come inquadrarsi. Tuttavia non mancano coloro che hanno deciso di partire con la loro comunicazione, nonostante l’assenza dei frontman (frontwoman). Soprattutto coloro che si candidano alle regionali per la prima volta hanno la necessità di farsi conoscere, perché non hanno una rete di relazioni già pronta e consolidata. Col proporzionale regionale del resto poco contano i candidati presidenti.
Accanto a chi come il leghista Jo Splendido ha cominciato a tappezzare la città con i suoi 6×3 accanto a Matteo Salvini e a Roberto Vannacci ben sapendo almeno con quale simbolo correre, ci sono altri candidati che spendono solo la loro storia e la loro faccia. È il caso del professor Nunzio Angiola, ex parlamentare eletto da civico col M5S, poi transitato in Azione con Calenda e poi leader di un movimento civico, Cambia, con cui si è candidato sindaco al Comune di Foggia, ottenendo un apprezzabile risultato.
Avvicinatosi ai renziani di Aldo Ragni, Angiola ha ambizioni regionali col suo rassemblement, in cui milita anche Rosanna Stefanini, figlia del noto agente di commercio Pino. Ad oggi però non si conosce quale sarà la lista che ospiterà Italia Viva. “Lavoriamo oggi per la Puglia di domani”, recita il cartellone pubblicitario dal colore arancio terra bruciata, accanto al suo volto, che è una perifrasi molto calzante, come a dire: intanto armiamoci, poi si vedrà.

È partita da mesi anche l’ex poliziotta Rita Montrone, con un suo comitato marchiato Fratelli d’Italia nella centralissima via Cirillo.
Si è portato avanti Antonio De Sabato, annunciando la sua candidatura in Sinistra Italiana con la guest star Nichi Vendola.
È in campagna elettorale l’assessora viestana alla Cultura e al Turismo, Graziamaria Starace del gruppo di Giuseppe Nobiletti, pronta a fare un passo indietro, però, se non sarà Decaro il leader della coalizione del campo largo progressista.
Qualcuno crede in un impegno anche della vicesindaca di Foggia, Lucia Aprile. Si spiegherebbero così anche talune ostilità interne al M5S da parte di Rosa Barone con l’autosospensione del suo fedelissimo Stefano Santangelo e di Giovanni Quarato, dopo il suo salvataggio nazionale da parte di Giuseppe Conte in persona. I rumors raccontano di poteri forti o pseudo tali dietro Aprile, in grado di sponsorizzare una sua eventuale discesa in campo. Ma parrebbe essere stata blindata dalla sindaca Maria Aida Episcopo.
Un altro candidato alla prima esperienza è Nicola Gatta, la sua campagna elettorale è cominciata da mesi, con una comunicazione sempre puntuale e mirata. Ce la farà a superare l’usato sicuro di Giannicola De Leonardis?









