Hayat aveva 46 anni e, secondo le prime ricostruzioni, è stata uccisa dal suo ex compagno nella notte tra il 6 e il 7 agosto a Foggia. Una tragedia che ha colpito la città in questi giorni roventi d’estate, riportando alla memoria di molti un’altra pagina nera: l’omicidio di Franca Marasco, tabaccaia uccisa durante una rapina nell’agosto 2023.
A unire idealmente le due vicende è Rosa Marasco, sorella di Franca, che ha deciso di scrivere una lettera simbolica proprio a Hayat. Un testo intenso, carico di empatia, che parla a una donna che non potrà leggerlo, ma che diventa un messaggio universale contro la violenza.
Il ricordo di Franca e l’abbraccio ideale a Hayat
Nella sua lettera, Rosa si rivolge direttamente a Hayat, immaginandola come una sorella. Racconta il dolore ancora vivo per la perdita di Franca e lo lega a quello che oggi colpisce la famiglia della nuova vittima. Le parole sono un abbraccio che supera il tempo e la vita, un tentativo di dare voce a chi non può più parlare.
“Ti avrei voluto incontrare – scrive – per raccontarti di mia sorella Franca, della sua forza e della sua dolcezza. Ora vi immagino insieme, libere, lontane dalla violenza che vi ha portato via”.
Nelle sue parole, Rosa Marasco intreccia il ricordo della sorella alla tragedia di Hayat. Una lettera intensa, in cui la donna denuncia non solo la brutalità di due omicidi, ma anche le carenze di un sistema di protezione che, a suo dire, non ha saputo salvare né Franca né Hayat.
Nel testo, Rosa respinge ogni “movente passionale” come giustificazione e definisce il femminicidio “un atto estremo di violenza volto ad annientare diritti, libertà e identità di una donna. Come medico e operatrice del settore neuropsicologico dico che non si può più accettare, ai nostri giorni, che si continui a perpetuare quel bias cognitivo, di sapore vagamente giustificatorio, che con estrema facilità si pone alla base di questo tipo di omicidi efferati”.
Racconta la paura che entrambe avevano provato e le denunce presentate, sottolineando come, nonostante braccialetti elettronici, codici rossi e segnalazioni, nessuna delle due sia stata realmente protetta.
La lettera si chiude con una promessa: “Porterò il tuo nome insieme a quello di Franca nella mia lotta per una società migliore… Io sono Franca per sempre! Io sono Hayat per sempre!”.
Una città ferita che chiede giustizia
L’omicidio di Hayat ha scosso profondamente Foggia. Mentre le indagini proseguono per accertare responsabilità e dinamiche, il gesto di Rosa diventa anche un atto di denuncia: un richiamo a non abbassare la guardia e a non permettere che la violenza sulle donne diventi un fatto ordinario.
La sua lettera è un invito a ricordare i nomi e le storie delle vittime, a unirsi contro una cultura che ancora permette a uomini violenti di distruggere vite.










