Clima di tensione all’interno dell’Ordine TSRM PSTRP di Foggia, dopo le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione d’Albo TSRM, Marzia Recchia. L’Ordine accusa la dirigente di diffondere informazioni errate o incomplete, tali da “creare confusione e infangare l’immagine” dello stesso ente, di cui fa parte anche la dottoressa Recchia.
La contestazione sui fondi richiesti
Al centro della vicenda c’è la richiesta della Commissione d’Albo di finanziare, con 1.200 euro a carico del budget annuale dell’Albo (circa 7.000 euro), la partecipazione di cinque componenti della CdA – uno dei quali in pensione – e di altri cinque iscritti al corso “Accessi Venosi Prelievi Arteriosi”, in programma a Bari il 27 settembre 2025.
Secondo l’Ordine, metà della somma sarebbe stata destinata ai componenti della Commissione, e l’altra metà a cinque iscritti selezionati in ordine cronologico di richiesta, “senza alcuna ricaduta importante per la formazione dei 600 professionisti TSRM, ma con un beneficio personale per pochi”.
La nota ufficiale dell’Ordine
In una lunga comunicazione alla presidente Recchia, il Consiglio dell’Ordine ha sottolineato che la proposta sarebbe arrivata priva degli elementi fondamentali previsti dai regolamenti per essere considerata una “progettualità”. Mancavano, in particolare, la modulistica obbligatoria, la relazione progettuale e i preventivi di spesa.
L’Ordine ha richiamato le norme interne e federali che definiscono le progettualità come strumenti destinati a produrre effetti strutturali per l’intera comunità professionale. La partecipazione a un evento formativo organizzato da terzi, senza un progetto più ampio e motivato, “difficilmente può essere ricondotta a tali finalità”.
Sono stati inoltre contestati il criterio di selezione basato sull’ordine di adesione, ritenuto poco equo e non in grado di premiare il merito o le competenze, e la destinazione di fondi pubblici a favore diretto dei membri della Commissione proponente, senza una “motivazione rafforzata e trasparente”.
L’invito alla trasparenza
L’Ordine ha ribadito che tutti gli atti sono consultabili sul sito istituzionale e ha invitato gli iscritti a informarsi attraverso i canali ufficiali, partecipando attivamente alla vita dell’ente.
“La nostra azione istituzionale – si legge nella nota – è basata su regole e norme, non su personalismi. Non ammetteremo ulteriori azioni volte a delegittimare il lavoro dell’Ordine”.











