Uno sciopero della fame e un presidio permanente davanti alla Prefettura di Foggia per chiedere interventi urgenti contro l’emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio la Capitanata. È la clamorosa iniziativa annunciata dal consigliere regionale Antonio Tutolo, capogruppo di Per la Puglia, che a partire da domani sarà in piazza per richiamare l’attenzione del Governo centrale su una crisi che definisce “una battaglia per la sopravvivenza”.
“I cittadini meritano risposte serie, non prese in giro – afferma – e quel palazzo è la sede del Governo sul territorio: è lì che starò finché non arriveranno misure concrete e all’altezza della gravità della situazione”.
“Dove sono i soldi per la condotta del Liscione?”
Al centro della protesta torna una domanda già sollevata lo scorso 18 luglio: “I soldi per la condotta del Liscione ci sono oppure no?”. Un interrogativo che, secondo Tutolo, resta senza risposta, alimentato da comunicazioni confuse e prive di riscontri formali. “Se davvero esiste uno stanziamento, dov’è l’atto formale? Perché tutto tace? Abbiamo bisogno di certezze, non di proclami”.
L’opera, strategica per il fabbisogno idrico dell’agricoltura in Puglia, è al centro di un acceso dibattito politico da settimane, ma al momento, denuncia il consigliere, tutto sembra fermo alle parole.
“Senza acqua non c’è speranza. E i nostri figli se ne vanno”
Ma l’allarme di Tutolo va oltre. “L’acqua è la fonte di tutto per l’economia della Capitanata – spiega – senza risorse idriche non c’è speranza, né per l’agricoltura, né per lo sviluppo. I nostri figli se ne vanno, non per scelta ma per necessità, perché qui non vedono possibilità di futuro”.
Il consigliere attacca duramente decenni di politiche insufficienti. “In 50 anni quali opere strutturali sono state realizzate per il nostro territorio? Solo progetti mai attuati, rinvii, slogan da campagna elettorale”.
“Occhito a rischio secco, la politica è assente”
Il culmine della denuncia riguarda la diga di Occhito, uno degli invasi più importanti del Mezzogiorno, che – avverte – potrebbe restare a secco già in autunno, aggravando ulteriormente la situazione per le imprese agricole.
“La politica continua a mancare di visione e serietà nell’approccio all’agricoltura. Ci siamo dimenticati del problema dell’acqua, mentre il nostro settore trainante cade a pezzi”, conclude Tutolo.
Il presidio e lo sciopero della fame saranno quindi il suo modo di “alzare il volume” di una protesta che, sottolinea, non è solo personale: “È una battaglia per la dignità e il futuro di un intero territorio”.










