Alla fine il colpo di scena è arrivato: il Rimini Calcio cambia proprietà, anche se solo sulla carta. Come riportato da Il Resto del Carlino, la presidente Stefania Di Salvo ha annunciato ieri pomeriggio la firma di un contratto preliminare per la cessione del club alla Building Company Srl, azienda brianzola con sede a Carate Brianza operante nel settore delle energie rinnovabili. A guidarla è Giusy Anna Scarcella, manager e imprenditrice che ha già messo piede nel ritiro di Riolo Terme per un primo contatto diretto con squadra e staff.
Un passaggio di consegne che arriva al termine di settimane tese e confuse, con la tifoseria spaccata e la società sommersa dai debiti. E non a caso la stessa Building Company – lo si ricorda – aveva mostrato interesse anche per il Foggia Calcio, ma la trattativa con il club rossonero saltò prima di entrare nel vivo.
Il comunicato di Di Salvo: “Scelta di cuore e responsabilità”
Nel comunicato che ha ufficializzato l’accordo, Di Salvo parla di “scelta di cuore e visione” compiuta “per il bene della squadra, della città e dell’intera comunità sportiva riminese”. E aggiunge parole di stima per la nuova proprietaria: “La dottoressa Scarcella è una persona concreta, che ha saputo guardare al futuro con coraggio e sensibilità”.
La squadra della nuova proprietà si è subito attivata: accanto a Scarcella, ieri erano presenti anche il futuro presidente Valerio Perini e il direttore sportivo ex Foggia, Luca Nember, pronti a mettersi al lavoro nel tentativo di ricostruire un club martoriato.
Penalizzazione da sei punti e stipendi non pagati: la situazione è drammatica
Ma la nuova stagione parte in salita. Secondo Il Resto del Carlino, è arrivato ufficialmente il deferimento legato alla gestione Di Salvo: il Rimini rischia sei punti di penalizzazione, due in più rispetto a quanto ipotizzato inizialmente. Motivo? Il mancato pagamento degli stipendi di maggio, ma anche l’omesso versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps. E oggi incombe una nuova scadenza: quella per gli stipendi di giugno, che vanno saldati per evitare ulteriori sanzioni.
Come se non bastasse, resta da sciogliere il nodo del debito nei confronti dell’ex presidente Alfredo Rota, il cui contenzioso ha portato al sequestro delle quote del club da parte del Tribunale di Milano. Solo quando questa pendenza sarà risolta si potrà passare alla cessione definitiva davanti a un notaio.
Tifoseria spaccata e Curva Est in fermento
L’accoglienza dei tifosi non è stata calorosa. Negli scorsi giorni la Curva Est aveva già espresso preoccupazioni e contrarietà rispetto all’ingresso della Building Company, vista la poca trasparenza nei passaggi societari e l’assenza di un progetto sportivo definito. Il timore diffuso è che, più che una rinascita, questa sia l’ennesima transizione oscura nella tormentata storia recente del club.
Nel frattempo, la famiglia Petracca, pur fuori dalla nuova governance, continuerà a gestire il centro sportivo della Gaiofana, in una partita parallela che si annuncia altrettanto complessa e ancora poco chiara.
In attesa di chiarimenti ufficiali e atti notarili, Rimini resta sospesa: tra speranze e inquietudini, con una stagione che inizia già in salita. E una nuova proprietà che dovrà dimostrare di essere all’altezza di una storia centenaria.












