Il campo largo inizia a prendere forma, almeno in alcune regioni. Dopo giorni di fibrillazioni e veti incrociati, il Movimento 5 Stelle ha sciolto le riserve nelle Marche, annunciando il proprio sostegno al candidato del Partito Democratico Matteo Ricci, nonostante il sindaco di Pesaro sia coinvolto in un’indagine sulla gestione del Comune. L’ufficialità è arrivata dallo stesso Giuseppe Conte, che ha dichiarato: “Dopo aver sentito i territori e il Consiglio nazionale, non ci sono motivi per chiedere un passo indietro a Ricci”.
Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, questa apertura rappresenta un passo importante anche per altri territori ancora in cerca di equilibrio, a partire dalla Campania, dove i grillini spingono per Roberto Fico nonostante le resistenze della componente dem vicina a Vincenzo De Luca, e soprattutto in Puglia, dove sembra ormai sempre più vicina la convergenza sul nome di Antonio Decaro, attuale sindaco di Bari e volto di spicco del centrosinistra.
Conte: “Legalità e trasparenza, fondamentali”. Vendola mina il fronte pugliese
La chiave dell’intesa nelle Marche, secondo Conte, è stata la disponibilità di Ricci a collaborare con i magistrati: “Non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Quando si ha un incarico pubblico, il primo dovere è la massima trasparenza”. Un comportamento che per il leader 5 Stelle costituisce un precedente utile anche per gli altri contesti regionali.
Ma non mancano le tensioni. In Puglia, l’unità attorno a Decaro potrebbe essere minata dalla possibile candidatura di Nichi Vendola con l’alleanza Avs, un’ipotesi che, secondo Conte, rischierebbe di erodere voti al Movimento. Sullo sfondo resta anche il caso Taranto, dove le critiche di Verdi e Avs alla gestione dell’Ilva da parte di Michele Emiliano hanno innescato una frizione interna nella coalizione, con i parlamentari pronti a difendere l’operato del governatore uscente. “La partita dell’acciaieria – scrive La Gazzetta – segnerà irreversibilmente la credibilità del centrosinistra nella gestione dei grandi dossier industriali”.
Centrodestra senza candidati ufficiali. In Puglia spunta D’Attis
Sul fronte opposto, il centrodestra non ha ancora sciolto le riserve sui candidati governatori. Nessuna riunione formale in agenda, mentre in Veneto la Lega continua a reclamare il post-Zaia. A far discutere è anche la strategia di Roberto Vannacci in Toscana, dove il vicesegretario leghista ha invocato una campagna radicale, aprendo però a civici e società civile per ampliare il consenso.
In Puglia, l’unico nome emerso finora è quello di Mauro D’Attis (Forza Italia), ma la Lega e Fratelli d’Italia non hanno ancora scoperto le carte. Le proposte sul tavolo potrebbero includere sia profili politici che candidati espressione del civismo locale, ma nulla appare ancora definito.
Un cantiere aperto
In definitiva, il campo largo si costruisce pezzo dopo pezzo, tra aperture, tensioni e distanze che si accorciano. Se la strategia “testarda” del Pd sembra cominciare a dare i suoi frutti, il M5S continua a muoversi con cautela, tenendosi le mani libere per valutare caso per caso. Il prossimo banco di prova sarà la definizione delle intese in Campania, Toscana e proprio in Puglia, dove l’accordo su Decaro potrebbe non bastare a garantire la stabilità di una coalizione ancora in cerca della piena armonia.












