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Home - Roseto Rosae, quando l’arte fiorisce sui muri: il borgo si trasforma in un museo a cielo aperto

Roseto Rosae, quando l’arte fiorisce sui muri: il borgo si trasforma in un museo a cielo aperto

Da un’idea di Maria Guglielmi e con il sostegno della sindaca Parisi, parte la residenza artistica che intreccia memoria, bellezza e identità. Tra rose canine e pittura murale, Roseto Valfortore punta su cultura e turismo sostenibile

Di Redazione
21 Luglio 2025
in Cultura&Società, Lucera e Monti Dauni
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Tra archi e viuzze di pietra che si rincorrono, muri e facciate di vecchi palazzi – in alcuni casi anche disabitati e chiusi da decenni – si trasformano in pagine di un racconto collettivo. In un intreccio tra memoria storica e arte contemporanea, due degli artisti prescelti per la realizzazione del progetto Roseto Rosae. Il borgo dove le rose non sfioriscono mai, Anna Delle Noci e Giuseppe Bonito, hanno dato inizio alla residenza artistica nata da un’idea di Maria Guglielmi, imprenditrice turistica e titolare dell’agenzia “Italian Lands”, resa possibile grazie alla Sindaca Lucilla Parisi che ha sin da subito sposato la progettualità, inserita a pieno titolo nel lungo e ricco cartellone dell’estate rosetana. 

Darà il suo contributo al progetto anche l’artista rosetano Leonardo Figliolia e dal 24 luglio si unirà al gruppo anche Marzena Grygiel, artista polacca che ha partecipato a numerose esposizioni internazionali. 

La bellezza raccontata diventa attrattore e insieme veicolo di orgoglio locale, la street art è il mezzo per compiere un’operazione che è molto più di un abbellimento: è un atto di risignificazione, un modo per vivificare gli spazi che svela le radici del borgo, ma anche nuove prospettive d’identità. Filo conduttore del progetto è la rosa canina, simbolo di Roseto Valfortore, a cui le opere degli artisti sono ispirate, in una commistione di tecniche espressive eterogenee, creando un percorso che accompagnerà cittadini e visitatori alla scoperta del borgo del miele e del tartufo, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e certificato tra i Borghi più belli d’Italia per il suo patrimonio di storia, arte, cultura e paesaggi. 

Nel dialogo tra arte e architettura, chi abita il borgo si riconosce e si rafforza la vocazione turistica nel legame inscindibile tra bene culturale, comunità e territorio, come sottolineato dalla Sindaca in occasione dell’avvio del progetto: “Insieme alla Festa del Grano e degli Antichi mestieri è partito il progetto Roseto Rosae ideato da Maria Guglielmi, accolto dall’amministrazione comunale e dalla sottoscritta con molto entusiasmo – dichiara Parisi -. E’ un progetto che ricorda radici e tradizione di Roseto e trova il suo significato nel nome stesso, il borgo dove le rose non sfioriscono mai, e siamo molto contenti che sin da subito si siano aggiunti ragazzi e cittadini rosetani con l’hobby della pittura”.

“La popolazione rosetana ci ha accolto con grande curiosità, molti sono stati i proprietari delle case che hanno chiesto come fare per partecipare al progetto e vedere realizzata un’opera sui propri muri, ed era esattamente ciò che desideravo avvenisse – ha spiegato Maria Guglielmi -. Mi auguro che questo intervento segni anche l’inizio di un turismo in entrata che tocchi finalmente non solo la parte più a sud della regione e le località costiere. I Monti Dauni non hanno nulla da invidiare ad altri territori costretti soprattutto in estate a fare i conti con l’overtourism che supera la capacità sostenibile di accoglienza, e io spero che Roseto possa rientrare nel novero di tutta una nuova serie di itinerari che tocchino il Gargano ma soprattutto la Daunia, che merita di essere celebrata turisticamente. Ricordo che la Puglia è diventata la prima e più richiesta destinazione turistica dagli operatori di paesi come la Francia, la Germania, la Gran Bretagna”. 

La prima parte della residenza Roseto Rosae proseguirà fino al 24 luglio, giorno della presentazione delle opere che avverrà in concomitanza con la Festa dell’Accoglienza che si tiene a Roseto Valfortore ogni anno a fine luglio ed è dedicata ai rosetani emigrati nel mondo e al loro ritorno simbolico nel paese d’origine. La prima edizione si concluderà ufficialmente a fine luglio ma il progetto continuerà a svilupparsi in tappe successive, con la progettazione di nuovi percorsi ispirati dall’intreccio tra identità, radici e arte. 

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Tags: Monti DauniParisiRosetoroseto rosae
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