“Manfredonia non deve arrendersi, non deve avere paura”. Con queste parole si apre il lungo e accorato intervento del sindaco Domenico La Marca, pubblicato dopo ore di angoscia e mobilitazione per fronteggiare l’incendio che ha devastato l’Oasi Lago Salso. Le fiamme si sono propagate nella giornata di venerdì, facendo temere anche per la sicurezza delle aree abitate e rendendo necessario l’intervento massiccio della macchina dei soccorsi.
Il racconto drammatico: “Eravamo lì fino alle 3.30”
Il primo cittadino ha raggiunto la zona interessata dalle fiamme sulla Strada Provinciale 141 subito dopo essere stato informato dell’accaduto, attivando immediatamente i contatti con Prefettura, Regione Puglia e richiedendo rinforzi. “Il sindaco è l’autorità comunale di protezione civile”, ha ricordato La Marca, “e ha il dovere di coordinare ogni intervento per tutelare la sicurezza dei cittadini e del territorio”.
Sul posto hanno operato oltre quaranta tra uomini e donne di vigili del fuoco, ARIF, Protezione civile, Croce Rossa, PASER, forze dell’ordine e polizia locale. È stato attivato il Coc – Centro Operativo Comunale, lavorando in stretto raccordo con la Centrale Operativa Regionale.
Uno dei momenti più critici è stato il rischio che le fiamme attraversassero la provinciale e raggiungessero il villaggio turistico Sciale delle Rondinelle: “Il DOS mi ha detto ‘sindaco, predisponga un piano di evacuazione’. È stato un pericolo reale, scongiurato solo mezz’ora dopo”. La Marca è rimasto sul posto fino alle 3.30 del mattino, aiutando anche a bloccare auto provenienti dai campeggi vicini.

Canadair e rinforzi anche da fuori regione
Alle 6 del mattino successivo, il sindaco ha richiesto nuovi rinforzi per il cambio turni, mentre due canadair operavano già sui focolai rimasti. Intanto, il rogo continuava a devastare il cuore dell’Oasi Lago Salso, un polmone verde strategico per la biodiversità dell’area. E proprio mentre le operazioni di spegnimento erano in corso, sono stati segnalati altri due incendi: uno nella pineta di Siponto e un altro nell’area delle ecoballe, già in passato oggetto di attenzione da parte delle autorità.
“Non è un caso, è un disegno criminale”
Per La Marca non si tratta di semplici coincidenze: “Non esiste il caso. Tutto fa parte di un disegno criminale la cui logica sfugge alla ragione, ma che ha causato danni enormi alla nostra flora, fauna e alla sicurezza dei cittadini”. Un attacco ambientale sistematico che, secondo il sindaco, deve scuotere le coscienze e spingere alla mobilitazione.
“Non possiamo accettare che in Italia vi siano solo 18 canadair, e nessuno in Puglia”, denuncia il sindaco. “L’Oasi Lago Salso non deve morire qui. A chi ha pensato di piegarci con le fiamme, rispondiamo con il nostro impegno. Alla devastazione, opporremo la cura. Al crimine, la verità. Alla cenere, nuovi semi”.
Con parole forti e simboliche, La Marca ha concluso il suo messaggio rivolgendosi direttamente alla comunità: “Manfredonia non arretra. Manfredonia si rialza. E difenderà la propria bellezza, anche sotto questo attacco criminale”. Un appello all’unità e alla responsabilità, che trasforma il dolore in determinazione collettiva.








