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Home - Botte a commissario del Don Uva, manette per foggiano Nardella. La minaccia: “Tu non esci vivo”

Botte a commissario del Don Uva, manette per foggiano Nardella. La minaccia: “Tu non esci vivo”

Di redazione
3 Marzo 2016
in Cronaca
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La sede del Don Uva in via Lucera a Foggia
La sede del Don Uva in via Lucera a Foggia

Questa mattina, finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza Bari e i carabinieri della Compagnia di Trani hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nonchè perquisizioni locali e domiciliari. La persona tratta in arresto – su ordine del G.I.P. di Trani Rossella Volpe, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani (dell’indagine sono titolari il procuratore aggiunto Francesco Giannella ed il sostituto procuratore Silvia Curione), è il 45enne Antonio Nardella, residente a Foggia, dipendente della Ambrosia Technologies S.r.l. di Milano, società che aveva stipulato un contratto pluriennale per i servizi di mensa e pulizia con la Casa Divina Provvidenza di Bisceglie (BT), ora in amministrazione straordinaria ai sensi della Legge Prodi bis. Nardella è stato associato alla Casa Circondariale di Trani.

Le minacce: “Tu non esci vivo”

Bartolomeo Cozzoli
Bartolomeo Cozzoli

La Casa Divina Provvidenza, di Bisceglie era stata già interessata alle indagini sul crack di circa 500 milioni di euro di cui alla nota Operazione Oro Pro Nobis (diretta dalla Procura di Trani e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari) del giugno 2015, che aveva portato all’arresto di numerosi responsabili per reati di associazione a delinquere, bancarotta e altro. L’arresto di Nardella – accusato di estorsione, minaccia e violenza, aggravate – si inquadra nell’ambito delle indagini svolte in seguito all’aggressione posta in essere il 15 febbraio scorso, da un “commando di violenti” di circa 30 persone, nei confronti dell’avvocato Bartolomeo Cozzoli, nominato – dal Ministro per lo Sviluppo Economico – commissario straordinario dell’ente religioso Casa Divina Provvidenza, di Bisceglie (BT) e dei suoi collaboratori. In quell’occasione, a seguito di una vera e propria irruzione negli uffici della Casa Divina Provvidenza, a Bisceglie, il gruppo di persone, capeggiato da Nardella, minacciò gravemente Cozzoli con parole del tipo “tu non te ne vai di qua se non firmi la revoca”, “tu non esci vivo”, “ti ammazzo”, “bastardo, dove sta la tanica della benzina”. Il pubblico ufficiale, sempre secondo gli inquirenti, fu anche strattonato e picchiato, riportando escoriazioni al ginocchio e alla bocca. Analoghe minacce hanno subito i suoi diretti collaboratori, tra cui il direttore amministrativo dell’ente, Marcello Paduanelli, al quale fu messa a soqquadro la scrivania ed il direttore finanziario Massimo Rubini, sfiorato addirittura da un pugno.

Tensioni sul contratto di appalto

Il motivo dell’aggressione, per gli inquirenti, era da ricercare nella disdetta del contratto che il commissario straordinario aveva notificato, alcuni giorni prima, alla società Ambrosia – a causa della sua eccessiva durata ed onerosità, avvalendosi dei poteri straordinari concessi dalla Legge Prodi bis. Ciò, nonostante egli avesse assicurato al personale dipendente che la risoluzione del contratto non avrebbe determinato la perdita dei posti di lavoro. L’irruzione guidata da Nardella dipendente di Ambrosia S.r.l. per la sede di Foggia della CDP, “aveva, invece, il preciso scopo, di costringere il commissario a redigere immediatamente un documento che annullasse la precedente disdetta nei confronti della stessa Ambrosia S.r.l.”. “Solo dopo aver raggiunto tale scopo, il gruppo dei violenti era andato via”, precisano. Le indagini cominciate la sera stessa dell’aggressione, condotte da Guardia di Finanza e carabinieri, hanno portato all’identificazione del capo del gruppo dei facinorosi. Proseguono ulteriori investigazioni per procedere nell’identificazione degli altri partecipanti all’aggressione.

Tags: Antonio NardellaBartolomeo CozzoliDon UvaFoggia
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