Tre gravi episodi di furto d’acqua sono stati scoperti e denunciati nei giorni scorsi dai tecnici di Acquedotto Pugliese nel territorio della provincia di Foggia. Gli episodi, emersi grazie ai sofisticati sistemi di telecontrollo della rete idrica, si sono verificati in località San Giusto a Lucera, nella frazione Macchia di Monte Sant’Angelo e lungo la litoranea fino a Zapponeta. In tutte e tre le situazioni, è stato registrato un prelievo anomalo di acqua fino a 50 litri al secondo in alcune fasce orarie, indice evidente di allacci abusivi.
Denunce ai carabinieri e reato penale aggravato
Per ogni caso è stata formalizzata denuncia contro ignoti presso le stazioni dei carabinieri di Foggia e Manfredonia. Si tratta di un reato tutt’altro che trascurabile: l’allaccio abusivo alla rete pubblica rientra nel furto aggravato ai sensi dell’articolo 624 del Codice Penale, con pene che vanno da sei mesi a tre anni di reclusione, aumentabili in caso di aggravanti, come l’uso di mezzi fraudolenti o la recidiva.
Una crisi idrica senza precedenti
Il fenomeno, già inaccettabile in condizioni normali, si rivela ancora più allarmante nel contesto della grave crisi idricache sta colpendo l’intera Puglia. Secondo i dati diffusi da Acquedotto Pugliese, le riserve idriche degli invasi regionali sono inferiori del 42% rispetto alla media storica, mentre le sorgenti irpine – fondamentali per l’approvvigionamento – segnano un calo del 29% della portata. L’Osservatorio dell’Autorità di Bacino ha classificato la severità idrica per uso potabile come “medio-alta”, evidenziando un peggioramento rispetto all’anno scorso.
Una lotta che parte anche dai cittadini
Acquedotto Pugliese è impegnato ogni giorno nella gestione e manutenzione della rete idrica, anche attraverso un Piano di Risanamento da due miliardi di euro, ma l’azienda sottolinea come la responsabilità collettiva sia fondamentale: ogni gesto di risparmio, ogni litro d’acqua non sprecato, è un contributo concreto per la salvaguardia di una risorsa essenziale.
“Rubare acqua oggi è un atto criminale e irresponsabile”
In una nota, l’ente sottolinea che il furto d’acqua rappresenta oggi uno dei reati più dannosi per l’intera comunità, soprattutto in aree come quella del Foggiano, tra le più colpite dalla siccità. “Sottrarre illegalmente risorse idriche – si legge – priva i cittadini onesti dell’acqua cui hanno diritto e vanifica gli sforzi per garantire un accesso equo e sostenibile. Continueremo con fermezza a contrastare questi comportamenti”.
La lotta agli sprechi, dunque, non passa solo dalle infrastrutture, ma anche dalla legalità e dal senso civico, in una regione che oggi più che mai ha bisogno di tutelare ogni goccia.











