Dopo il tragico incidente avvenuto sabato mattina sulla strada provinciale Manfredonia-Le Matine, che ha visto coinvolta un’ambulanza del 118 in servizio da Mattinata e che è costato la vita all’ex sindaco di San Giovanni Rotondo, Antonio Squarcella, si levano le voci dei sindacati a sostegno degli operatori coinvolti e per denunciare le disuguaglianze tuttora presenti nel sistema dell’emergenza-urgenza pugliese.
La FP CGIL di Foggia ha espresso “profonda vicinanza e solidarietà” ai lavoratori della Sanitaservice impiegati nel servizio 118 rimasti feriti nello scontro. Nel comunicato diffuso alla stampa, il sindacato ricorda la figura di Squarcella come “riferimento per l’intera comunità locale”, stimato per il suo impegno politico e sociale.
“Il nostro pensiero va ai colleghi coinvolti e alla famiglia della vittima – si legge nella nota –. Questo drammatico episodio richiama ancora una volta l’urgenza di porre la sicurezza sul lavoro come una priorità assoluta, anche e soprattutto per chi opera ogni giorno su strada, in prima linea, per garantire il diritto alla salute”.
USB: “Indennità di rischio solo per alcuni, ma l’equipaggio è un’unica squadra”
Sulla stessa linea la USB di Foggia, che in una nota a firma dell’esecutivo provinciale, torna a denunciare una disparità di trattamento economico e contrattuale all’interno delle equipe del 118. “Anche se con ruoli diversi, medici, infermieri, autisti e soccorritori fanno parte della stessa squadra, esposti agli stessi pericoli – si legge –. Non è più accettabile che solo alcune figure ricevano l’indennità di rischio, mentre altre vengano sistematicamente escluse”.
La USB ha annunciato che dal prossimo sciopero del 18 luglio si attiverà in tutte le sedi istituzionali per ottenere il riconoscimento economico dovuto a tutti i lavoratori del 118, sul modello delle indennità previste nei pronto soccorso ospedalieri.
“Non si può ignorare – affermano – che l’equipaggio di un’ambulanza è un nucleo inscindibile, e il servizio di emergenza si regge sull’integrazione delle competenze. Riconoscere solo alcuni membri è ingiusto e dannoso per l’efficacia del sistema”.
Dopo la tragedia, la richiesta di rispetto e dignità
Le due sigle sindacali si dicono unite nel cordoglio, ma anche nella determinazione ad affrontare un tema che troppo spesso resta ai margini del dibattito: la tutela reale degli operatori dell’emergenza sanitaria, non solo nelle parole ma nei fatti, con diritti equi, riconoscimenti economici, sicurezza e formazione.
“Esprimiamo tutta la nostra vicinanza – conclude la USB – ai lavoratori della postazione di Mattinata, colpiti nel fisico e nell’animo da un evento che lascia il segno. È il momento di trasformare il dolore in azione concreta”.













