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Home - Delli Noci salvato dalle dimissioni, ma per il gip era “politico di riferimento di un sistema corruttivo”

Delli Noci salvato dalle dimissioni, ma per il gip era “politico di riferimento di un sistema corruttivo”

L'ex assessore avrebbe agito nell’interesse di imprenditori in cambio di appoggi elettorali e finanziamenti. Revocato l’arresto dopo le dimissioni, ma resta intatta la gravità delle accuse

Di Redazione
4 Luglio 2025
in Cronaca, Grande Salento
Alessandro Delli Noci

Alessandro Delli Noci

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Le dimissioni presentate in extremis gli hanno evitato i domiciliari, ma non lo hanno messo al riparo dal peso delle accuse. Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, il giudice per le indagini preliminari di Lecce Angelo Zizzari ha definito Alessandro Delli Noci, ex assessore regionale allo Sviluppo economico della Puglia, come il “politico di riferimento” in un “nucleo operativo” composto da imprenditori e intermediari interessati ad accaparrarsi fondi pubblici e autorizzazioni.

Un sistema di scambi e favori

Nel provvedimento emesso dal gip, si parla apertamente di “gruppi di potere più o meno palesi” cui l’ex assessore avrebbe “vocato l’esercizio del suo mandato pubblico, oggi come, all’evidenza, pro futuro”, in cambio di appoggi elettorali e finanziamenti. A dimostrazione della “pregnante, complessa dimensione solidaristica” di questo patto illecito, ci sarebbero cene elettorali, contributi economici per 5mila euro alla sua associazione, assunzioni in supermercati legati agli imprenditori coinvolti e persino 9mila euro spesi in sushi nel ristorante “Livingstone” riconducibile a Alfredo Barone, 68 anni, imprenditore finito in carcere.

Le altre misure cautelari

Oltre a Barone, il gip ha disposto i domiciliari per l’imprenditore Marino Congedo e per l’ingegnere barese Maurizio Laforgia, ritenuto l’intermediario tra Delli Noci e il gruppo imprenditoriale. Sospensione dai pubblici uffici per altri quattro indagati: Ilaria Santoro (segretaria di Barone), il commercialista Giovanni Rapanà, Michele Barba e Corrado Congedo, indicati come prestanome.

Il ruolo di Delli Noci

Le accuse mosse dalla Procura, rappresentata dai pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci, parlano di un’associazione a delinquere finalizzata a corruzione, turbativa d’asta e frodi sui finanziamenti. Il giudice ha riconosciuto l’impianto accusatorio, evidenziando che i favori ricevuti da Delli Noci “assumono rilevanza penale proprio perché contestualizzati nell’ambito palesemente delittuoso di un accordo illecito di sostegno continuativo”. Un patto che, secondo quanto emerso da alcune chat sequestrate il 5 giugno, sarebbe tuttora in corso.

“Sistema trasversale di corruttela”

Il gip descrive un meccanismo radicato, operativo dal 2019 – quando Delli Noci era vicesindaco di Lecce – e mai interrotto. “Nulla è mai cambiato”, scrive Zizzari, parlando di un “gravissimo allarme sociale” che coinvolge un “sistema di corruttela che lega trasversalmente il territorio salentino alla Regione Puglia”. Un sistema, aggiunge il giudice, alimentato da “un radicato senso di impunità” da parte degli indagati.

Alla luce delle dimissioni, la procura ha riconosciuto il venir meno delle esigenze cautelari per Delli Noci e per due ex funzionari comunali colti con una mazzetta in mano, Lino Capone e Angelo Mazzotta. Ma il gip ha precisato che ciò non cancella la gravità delle condotte e che l’istruttoria a carico dell’ex assessore resta pienamente fondata.

Le reazioni: il post di Delli Noci e il sostegno di Emiliano

Delli Noci ha affidato ai social un lungo commento personale. In un post su Facebook ha raccontato l’abbraccio ritrovato con i genitori e la compagna, il dialogo con i figli, e ha espresso gratitudine per le numerose manifestazioni di solidarietà ricevute: “Qualcosa di buono l’ho fatta – ha scritto – perché momenti come questi riescono a demolire chi sei e ogni briciolo di forza che ti resta. Grazie a tutti voi non mi sono mai arreso, né sentito solo”.

Non sono mancati anche riferimenti polemici: Delli Noci ha riservato parole dure a chi ha utilizzato il momento per colpirlo con “odio e disprezzo”, accusando chi “parla senza sapere” di ferire intere famiglie. Ha infine ribadito la propria fiducia nella giustizia e la volontà di dimostrare la sua innocenza “con la forza della verità e dell’amore sincero”.

Al suo fianco, anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che sui social ha rilanciato il suo appoggio scrivendo: “Hasta la victoria! Fino all’assoluzione con fiducia nella giustizia”.

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Tags: delli nociLecce
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