Se c’è un prodotto italiano amatissimo in tutto il mondo è la pasta. È passato un bel po’ di tempo da quando nel 1998 veniva celebrata la prima Giornata Mondiale della Pasta a Napoli. Questo cibo è sempre stato accessibile e nutriente ma soprattutto ha il merito di raccontare la tradizione italiana sulla tavola.
È un piatto che tutti amano e che negli ultimi anni ha visto raddoppiare la sua produzione. Ma non solo in Italia si mangia un buon piatto di spaghetti con il pomodoro: anche altri Paesi esteri scelgono di portare in tavola un prodotto che non ha mai tradito se stesso, rimanendo fedele alla sua identità.
La pasta è ormai un prodotto globale
Il consumo pasta è incrementato negli ultimi decenni, tanto che siamo di fronte a uno dei prodotti più apprezzati in Italia e all’estero. Tra i paesi che non rinunciano affatto alla possibilità di acquistare pasta italiana troviamo la Germania, la Francia, il Regno Unito, il Giappone e gli Stati Uniti.
Il merito di questo successo? Indubbiamente è un caposaldo non solo della cucina italiana ma della dieta mediterranea stessa. Un modello alimentare definito sano ed equilibrato, dove nessun cibo viene tagliato ma si invita alla moderazione e alla consapevolezza alimentare.
E un buon piatto di pasta fa sempre la differenza, soprattutto quando viene condita con sughi semplici ma genuini, con prodotti di stagione come capita con il pomodoro in estate.
La famosa “carbophobia” di cui parlava il New York Times nel 2002 è oggi praticamente sparita. Anche nelle diete non viene quasi mai tolta la pasta se non per necessità di salute che vengono valutate da un medico.
Un caposaldo della cucina italiana
Sì, alla pasta va il merito di farci sentire di buon umore una volta terminato il nostro pasto. Questo alimento fa bene al benessere psicofisico: al di là dei nutrienti – la pasta è infatti composta da carboidrati, ma anche una buona percentuale di proteine – ci sono numerosi benefici che derivano dal concedersi un buon spaghetto al dente.
Poiché stimola la produzione di triptofano, che è un aminoacido precursore della serotonina, quando finiamo di mangiare un piatto di pasta ci sentiamo molto più rilassati. Quasi “in pace”, con noi stessi e con il mondo circostante.
Tendenzialmente la pasta viene mangiata tutti i giorni: un primato fieramente raggiunto dagli italiani, ma anche gli americani difficilmente vi rinunciano. Si può mangiare sia a pranzo oppure a cena, anche se gli effetti non sono sempre simili.
Proprio così: la pasta ci permette di fare un pieno di energie durante il pranzo, mentre alla sera agevola il nostro riposo.
Troviamo poi diversi tipi di pasta, così come realtà che si impegnano ogni giorno a fare la differenza per offrire un prodotto di qualità che consenta di cucinare manicaretti davvero imperdibili e saporiti.
Ad oggi la pasta è più di un rito, dunque: è lei a raccontare la traduzione culinaria italiana nel mondo, portando persino i giovani chef a sperimentare per trovare il sugo migliore con cui condirla.













