Si infiamma il dibattito politico nel comune di Serracapriola dopo l’affidamento del servizio di colonia estiva per minori per l’estate 2025. In una nota protocollata il 30 giugno e indirizzata al segretario comunale e al responsabile del settore economico-finanziario, il consigliere comunale Marco Camporeale, capogruppo della lista “Legalità e Progresso”, solleva dubbi e contraddizioni sull’intera vicenda.
La questione ruota attorno alla determina n. 163 del 27 giugno, con cui il dirigente ad interim del I Settore ha affidato il servizio della colonia estiva, rendendo esecutiva una precedente deliberazione della Giunta. Nella determina si chiarisce che “tutti i minori per i quali è stata presentata regolare domanda nei termini stabiliti” sono stati ammessi, “nei limiti della somma disponibile di € 7.907,91” stanziata a bilancio sul capitolo dedicato a “Minori e Giovani” per il triennio 2025-2027.
La polemica sull’annuncio del sindaco reggente
È proprio questo il punto che ha fatto esplodere la polemica. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco Michele Leombruno aveva pubblicamente dichiarato – “urbi et orbi”, come ironizza Camporeale – che parte delle spese per la colonia estiva sarebbero state coperte con la rinuncia al suo stipendio, in segno di beneficenza.
Una dichiarazione che, secondo il consigliere comunale, è del tutto smentita dagli atti ufficiali. “Il procedimento amministrativo – scrive Camporeale – è chiaro: si parla di una determina regolarmente assunta, con una copertura finanziaria precisa già a bilancio”. Di conseguenza, osserva il consigliere, “le affermazioni del sindaco sono in totale contrasto con gli atti”. Da qui la sua dura conclusione: “Delle due l’una: o l’affidamento del servizio è nullo per mancanza di copertura finanziaria, oppure qualcuno mente, sapendo di mentire”.
Una richiesta formale di chiarimenti
Nella nota, Camporeale ribadisce che ogni atto amministrativo deve avere una chiara copertura di bilancio e che la comunicazione istituzionale non può essere piegata alla propaganda. “Il fronte della beneficenza, se reale – scrive – va compiuto con umiltà e senza cercare pubblicità”.
Infine, il consigliere chiede ufficialmente un riscontro scritto da parte degli uffici comunali competenti, per fare chiarezza definitiva sulla vicenda.
Il caso non è solo una querelle tecnica su determine e delibere: rischia di diventare uno scontro politico aperto sul metodo e sulla trasparenza della gestione amministrativa, con l’estate che si preannuncia rovente non solo per le temperature.













