La decisione – ancora non ufficializzata, ma trapelata da fonti di stampa – di trasferire a Troia i corsi del Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per il sostegno didattico ha sollevato un’ondata di proteste. In prima linea la FLC CGIL di Foggia, che in un comunicato stampa diffuso oggi ha espresso “forte preoccupazione e contrarietà” nei confronti di quella che definisce “una scelta incomprensibile dell’Università di Foggia”.
I timori del sindacato
La posizione del sindacato è netta: spostare le attività a 30 chilometri dal capoluogo rischia di creare “difficoltà economiche e organizzative” a una platea ampia e fragile, composta da lavoratori, genitori, studenti fuori sede e docenti precari. La sede individuata, pur in un centro accogliente come Troia, sarebbe mal collegata dai trasporti pubblici e taglierebbe fuori la città di Foggia, considerata dal sindacato “centro nevralgico della provincia con servizi e infrastrutture adeguate”.
Il TFA Sostegno, percorso cruciale per la formazione dei docenti destinati all’inclusione scolastica, prevede un intreccio costante tra teoria e pratica, in stretta relazione con le scuole ospitanti, la gran parte delle quali si trova proprio nel capoluogo. Una sede decentrata – avverte la FLC – comprometterebbe il coordinamento didattico e la continuità formativa, elementi essenziali del percorso.
Le richieste alla governance dell’Università
La sigla guidata da Giuseppe Ciuffreda, segretario generale della FLC CGIL di Foggia, chiede tre azioni immediate: il ripensamento dello spostamento e il mantenimento dei corsi a Foggia; l’apertura urgente di un tavolo di confronto con l’Università, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei corsisti; la pubblicazione dei criteri di scelta con una trasparente analisi costi-benefici.
“La nostra opposizione – dichiara Ciuffreda – è motivata dalla tutela concreta del diritto allo studio. Non si può rendere inaccessibile un corso pensato per formare insegnanti specializzati nell’inclusione. È un paradosso pericoloso. L’Ateneo deve servire il territorio, non allontanarsene”.
Il sindacato annuncia infine la disponibilità a sostenere iniziative di protesta, al fianco di studenti e lavoratori della scuola, nel caso in cui l’Università decidesse di proseguire su questa linea senza ascolto né condivisione.
La palla passa ora al Rettorato dell’Università di Foggia, chiamato a chiarire i contorni e le motivazioni di una scelta che, se confermata, si preannuncia fortemente divisiva.










