Una discarica da quasi 4 milioni di metri cubi di rifiuti all’interno di una cava dismessa, a 2,5 chilometri dal centro abitato di Poggio Imperiale e a meno di 5 dal Parco nazionale del Gargano. È il progetto presentato circa un anno e mezzo fa dalla società Giesse srl e oggi in discussione presso il Settore Ambiente della Regione Puglia, che ha sollevato un’ondata di proteste da parte delle comunità interessate.
A denunciare pubblicamente l’operazione, definita “insostenibile e calata dall’alto”, è stato in primis il sindaco di Poggio Imperiale, Alessandro Liggieri, che ha scritto a Regione, Arpa e Provincia per spiegare il secco no dell’amministrazione comunale: “Un progetto che devasterebbe il territorio e metterebbe a rischio la salute dei cittadini. Non ha nulla di sostenibile né di giusto”.
Una discarica grande come dieci piazze San Pietro
I numeri sono imponenti. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti non pericolosi per una superficie totale di oltre 119 mila metri quadri, di cui 75 mila destinati alla discarica vera e propria, con una profondità massima di 90 metri. Il volume complessivo dei rifiuti da interrare ammonterebbe a 3.772.350 metri cubi netti, per un’attività che si estenderebbe su quasi 11 anni, con un afflusso quotidiano stimato di 1600 tonnellate di immondizia, trasportate da circa 50 mezzi pesanti al giorno.
Secondo il sindaco Liggieri, “sarebbe come riempire dieci volte piazza San Pietro a Roma fino a 10 metri di altezza”. A fare da cornice al progetto, la vicinanza con i Comuni di Apricena e Lesina, e la presenza a meno di 6 chilometri di due siti di rilevanza naturalistica come “Duna e Lago di Lesina – Foce del Fortore” e “Laghi di Lesina e Varano”.
Cera all’attacco: “Ci vogliono seppellire sotto la spazzatura d’Italia”
Dura la reazione del consigliere regionale Napoleone Cera, che ha chiesto un’audizione urgente in V Commissione consiliare permanente alla presenza dell’assessora all’Ambiente Serena Triggiani, del direttore del Dipartimento Antonello Garofoli e dei sindaci dei tre Comuni interessati.
“Qualcuno ha deciso che Poggio Imperiale debba diventare la discarica della Puglia – ha dichiarato Cera –. Ma noi non ci stiamo. Un progetto assurdo, che viola ogni logica ambientale e sociale. Vogliono comprare il nostro silenzio con compensazioni economiche, ma la salute non ha prezzo. Non siamo in vendita”.
Secondo il consigliere, l’argomento secondo cui la mega discarica sarebbe un’alternativa virtuosa allo smaltimento illegale dei rifiuti nella Capitanata “è solo uno spauracchio”. “La vera soluzione non è trasformare una cava nel cuore del nostro territorio in una discarica industriale – aggiunge –. Non accetteremo che per 11 anni le nostre strade siano invase da camion carichi di rifiuti provenienti da tutta Italia”.
Domani consiglio comunale aperto
Intanto a Poggio Imperiale è stato convocato per mercoledì 25 giugno un consiglio comunale aperto alla cittadinanzaper discutere pubblicamente del progetto. Il clima è teso. Sindaci, associazioni e cittadini promettono battaglia. Lo scontro è appena cominciato.












