Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è arrivato a Ostuni, nella parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa, per i funerali del brigadiere capo dei carabinieri, il 59enne Carlo Legrottaglie, ucciso giovedì, a pochi giorni dalla pensione, a Francavilla Fontana (Brindisi), durante un conflitto a fuoco mentre inseguiva a piedi due uomini che avevano abbandonato un’auto rubata. Appena arrivato, il presidente della Repubblica, accolto da un lungo applauso delle centinaia di persone presenti, ha abbracciato i familiari di Legrottaglie, tra cui la moglie e le due figlie gemelle di 15 anni. La funzione religiosa officiata dall’ordinario militare monsignor Gian Franco Saba. Presenti anche i ministri della Difesa, Guido Crosetto; e dell’Interno Matteo Piantedosi; il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano; il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Salvatore Luongo; il vicecapo della Polizia Raffaele Grassi. In chiesa anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto.

Scena muta
Intanto, è comparso davanti al gip di Taranto Francesco Maccagnano e si è avvalso della facoltà di non rispondere Camillo Giannattasio, 57enne incensurato di San Giorgio Jonico, coinvolto nelle indagini sull’omicidio del brigadiere capo. Al momento Gianattasio, difeso dall’avvocato Luigi Danucci, deve rispondere di detenzione illegale di armi e munizioni, e ricettazione, mentre per l’omicidio del carabiniere la competenza è della Procura di Brindisi, a cui il pm Francesco Ciardo ha chiesto di trasmettere gli atti. Il gip Maccagnano si è riservato la decisione sulla misura cautelare. Giannattasio, incensurato, è stato bloccato durante la fuga insieme a Michele Mastropietro, 59enne di Carosino con precedenti penali, rimasto ucciso durante l’intervento delle forze dell’ordine. Sarebbe stato Matropietro a sparare al brigadiere Legrottaglie. Giannattasio ieri ha chiesto, tramite il suo difensore, di essere sottoposto alla prova dello stub, ma il test al momento non è ritenuto necessario dagli inquirenti.
Le perquisizioni eseguite ieri dai Falchi della squadra mobile unitamente al personale del Nucleo Investigativo di Taranto e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia a casa e in un esercizio commerciale di Giannattasio, hanno permesso di rinvenire numerose armi modificate e clandestine, munizioni di vario calibro, accessori per coprirsi il volto, telefoni cellulari e targhe di veicoli. È stata, inoltre, recuperata e posta sotto sequestro la pistola impugnata dal malvivente deceduto – una semiautomatica marca Beretta Mod. 98/FS Cal. 9X21 con matricola abrasa – usata presumibilmente anche nella sparatoria avuta con i carabinieri.
























