Per un anno, con un appalto del valore di circa 16mila euro, FareAmbiente con le sue 35 guardie forestali su due turni, antimeridiano e pomeridiano, garantirà la custodia e la vigilanza del Bosco Incoronata zona protetta.
Con la possibilità di richiamare subito la Polizia locale e di avvalersi della collaborazione della Polizia di Stato e dei carabinieri forestali, ridotti ormai a 2 persone nell’agro di Foggia. 4 le guardie ecozoofile con capacità sanzionatoria. Tutte saranno coordinate dall’ex poliziotto provinciale Felice Scopece.
Il servizio attivato dal Comune di Foggia è stato presentato dal delegato al Parco dell’Incoronata Francesco Strippoli e dal geologo referente di FareAmbiente Francesco Bacchelli.
“Il bosco dell’Incoronata è il più grande d’Italia ma in questi anni ha perso ettari e terreno. Il bosco della foce del Po sta invece investendo nel rimboschimento e nei nuovi habitat”, ha detto in esordio Strippoli.
Il bosco corre per 12 km lungo il fiume Cervaro che ha delle anse molto profonde e provoca spesso esondazioni, da cui nei secoli è nato il bosco.
“Abbiamo trovato di tutto bracconaggio, rifiuti, è un bosco di pianura, ed era la riserva di caccia di Federico II da lì nasce tutta la storia della spiritualità e il culto del bosco”.
Cosa faranno le guardie di protezione civile? Operazioni di controllo, pattugliamenti specifici, installazione di foto trappole contro l’abbandono illecito di rifiuti. “Il nostro territorio è molto vulnerabile, nella notte vengono sversate rifiuti e poi incendiati”, ha rilevato Bacchelli.
“La nostra attività è anche per contrastare questi fenomeni, chiederemo una cabina di regia, abbiano preparato un pacchetto di proposte che negozieremo con la Prefettura e le forze dell’ordine. L’attività avrà uno scopo socio educativo, per favorire la cultura e la conservazione dei luoghi. Si tenderà a diffondere una giusta frequentazione dei luoghi con cicli di conferenze, coinvolgendo i professionisti.
I cittadini hanno un gioiello in casa. Associazioni, chiesa, cittadini, volontari e amministratori insieme possono raggiungere gli obiettivi. Stimoleremo le attività di cittadinanza attiva”.
Entusiasta il rettore del Santuario della Madonna Incoronata, don Leonardo Verrilli. “Sogno che si possa partire con progetti ambiziosi. Ci sono problematiche che fanno paura. Oggi se dovessi andare da solo a fare una passeggiata nel bosco avrei paura. Occorre valorizzare lo sport, la cultura, le tradizioni religiose. Sogno e auguro una maggiore collaborazione. Sogno che il bosco possa essere riqualificato e valorizzato in maniera bella e ampia”.
Strippoli ha ricordato gli eventi con l’Accademia Mozart sotto la quercia madre monumentale, le varie esperienze di trekking, le ciclo passeggiate.
La guardia Felice Scopece ha ricordato i vari divieti, nel bosco sono tante le persone che raccolgono capperi e funghi. Con le guardie saranno fatti rispettare il divieto di cacca e di sottrazione di prodotti del sottobosco,di legna e il divieto di motocross anche attraverso la funzione sanzionatoria per garantire a tutti una fruizione sana.
La sindaca Maria Aida Episcopo ha sottolineato l’impegno della sua amministrazione sui temi green. “Che ci sia una bell’interesse per la borgata e per il parco dell’Incoronata è innegabile. C’è tanto da fare, il degrado lo abbiamo trovato sin sopra alle nostre teste. In 19 mesi più di fare le pulizie non si poteva fare anche lavorando 25 ore al giorno. Dobbiamo sensibilizzare la cittadinanza. Abbiamo un pessimo contratto per il verde che prevede una spesa procapite irrisoria che noi abbiamo incrementato e incrementiamo giorno per giorno attraverso altri capitoli. Ci piacerebbe essere bionici o essere dei supereroi esoterici per fare di più ma le borgate sono nel nostro interesse”.
Negli ultimi mesi sono state piantate nuovi ettari di bosco con querce rovorelle attraverso una società vicina al WWF rappresentata da anni dell’ingegnere Matteo Orsino. 12 nuovi ettari sono stati sottratti all’urbanizzazione con una tecnica di impianto a nucleo di 20 piantine di querce e altre specie accompagnatrici. Sono stati inoltre immaginati 1000 metri di muretto a secco e infine nell’area vicina alla cava sono stati piantati salici e tamerici.














