La Procura di Lecce ha chiesto gli arresti domiciliari per Alessandro Delli Noci, 43 anni, assessore regionale allo Sviluppo economico e figura di punta dell’amministrazione guidata da Michele Emiliano. Lo riporta oggi Repubblica Bari, precisando che il giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari ha disposto un interrogatorio preventivo, in programma per martedì 11 giugno, prima di decidere sull’eventuale misura cautelare. Insieme a Delli Noci sono indagate altre dieci persone, tra cui imprenditori, tecnici comunali e il figlio dell’ex rettore dell’Università del Salento. È stata la Guardia di Finanza di Lecce ha notificare le undici richieste di interrogatori preventivi.
L’accusa: fondi pubblici gestiti con logiche clientelari
Al centro dell’inchiesta del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza c’è un presunto sistema clientelare nella gestione dei fondi regionali destinati alle piccole e medie imprese, erogati tramite i Programmi Integrati di Agevolazione (Pia). Secondo la ricostruzione investigativa, la rete farebbe capo all’imprenditore Alfredo Barone, individuato come promotore di un’associazione per delinquere composta da amministratori pubblici, imprenditori, lobbisti e professionisti locali.
Tra i nomi principali emerge quello di Maurizio Laforgia, ingegnere leccese e figlio di Domenico Laforgia, ex rettore dell’Università del Salento e attuale presidente dell’Acquedotto Pugliese. Maurizio, definito nel fascicolo come “faccendiere-lobbista”, avrebbe sfruttato una fitta rete di relazioni e, secondo gli inquirenti, anche il peso del nome paterno per ottenere contatti e favori.
I sospetti su voti e condizionamenti politici
Delli Noci, in passato assessore comunale a Lecce con la giunta di centrodestra di Paolo Perrone, è passato al centrosinistra nel 2017 sostenendo Carlo Salvemini e diventandone vicesindaco. Con 17mila preferenze raccolte alle regionali del 2020 nella lista “Con” collegata direttamente a Emiliano, è stato nominato assessore allo Sviluppo economico della Regione.
Secondo gli inquirenti, alcuni imprenditori coinvolti nell’inchiesta avrebbero gestito pacchetti di voti a suo favore in occasione delle elezioni regionali del 2020. Le indagini ipotizzano anche un condizionamento dell’attività amministrativa non solo in Regione, ma anche nei Comuni di Lecce, Surbo e Gallipoli.
Le altre persone coinvolte
Tra gli indagati figurano anche il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Lecce Angelo Mazzotta, gli imprenditori Marino Congedo e Alfredo Barone, e diversi esponenti locali: Luciano Ancora, Michele Barba, Nicola Capone, Corrado Congedo, Giovanni Rapanà, Italia Santoro. Sotto osservazione anche varie società, tra cui Luxuryclass, Rivabella srl, Microbiotech e Italservice srl.
Le prossime tappe dell’indagine
Il gip Zizzari ha fissato l’interrogatorio di garanzia per il prossimo 11 giugno, giorno in cui saranno ascoltati Delli Noci e gli altri soggetti coinvolti. L’inchiesta, che si annuncia destinata ad allargarsi ulteriormente, potrebbe avere effetti pesanti sugli equilibri della giunta Emiliano, già attraversata da tensioni interne. In attesa delle valutazioni del giudice, la posizione dell’assessore resta politicamente ed eticamente delicata, in un momento in cui la gestione dei fondi pubblici è tornata al centro dell’attenzione giudiziaria e dell’opinione pubblica.










