Per i nuovi incarichi, Michele Emiliano ha fretta. I mesi che separano la Puglia dalle elezioni regionali sono pochi, e le caselle ancora da riempire nei vertici della sanità – e non solo – sono molte. Lo rivela un’approfondimento di “Repubblica Bari”, che ricostruisce il mosaico di nomi, ambizioni e legami politici in vista delle nomine più attese. Tra queste, spiccano quelle che riguardano Foggia, con Giuseppe Pasqualone che punta alla conferma alla guida del Policlinico Riuniti.
Pasqualone, la corsa per restare al timone
Pasqualone è oggi commissario straordinario del Riuniti, ma ha presentato domanda anche per dirigere la Asl di Taranto e quella della Bat. Tuttavia, secondo quanto ricostruito da “Repubblica”, la priorità del manager, originario di Monopoli e fratello di un esponente “Con”, resta il policlinico foggiano.
Nella stessa Monopoli opera anche Stefano Lacatena, consigliere regionale e uomo chiave del presidente: “Di nomine non mi occupo – ha dichiarato Lacatena a “Repubblica” – preferisco occuparmi delle rogne, come la pianificazione delle spiagge”. Eppure, le dinamiche politiche che girano attorno a queste nomine sembrano coinvolgere anche lui, a partire dalla possibile revisione della legge Laricchia, che oggi affida la competenza delle nomine al consiglio regionale e non più alla giunta.
Armenise verso il De Bellis, Fruscio in transito
Nel risiko delle poltrone sanitarie c’è anche Michelangelo Armenise, barese, direttore amministrativo della Asl di Foggia dal 2022. È lui il nome che potrebbe presto prendere il posto di Tommaso Stallone alla guida dell’Irccs De Bellis di Castellana Grotte, dove da aprile è stato nominato commissario Luigi Fruscio, ex direttore della Asl di Bari.
Proprio Fruscio viene indicato tra i dirigenti legati all’influenza di Filippo Caracciolo, consigliere regionale di Barlettatravolto dallo scandalo della laurea falsa della moglie e non ricandidabile, ma ancora capace di muovere leve nei centri decisionali. Come nella Asl Bat, diretta da Tiziana Di Matteo, dove il direttore sanitario è Alessandro Scelzi, fratello dell’ex compagna di Caracciolo, Katia, che figura anche come revisore dei conti in Innovapuglia e nel Parco dell’Alta Murgia.
Il triangolo del potere: Foggia, Barletta, Mesagne
Se Monopoli e Barletta sono fulcri della mappa emilianiana, la terza direttrice strategica si chiama Mesagne. Qui Toni Matarrelli, sindaco rieletto con il 95%, presidente della Provincia di Brindisi e numero uno dell’Autorità Idrica Pugliese, si muove tra fedeltà a Emiliano e apertura all’europarlamentare Antonio Decaro. Da lui potrebbe dipendere la nomina del nuovo direttore amministrativo della Asl di Brindisi, posizione ambita da Gabriele Argentieri, oggi a capo del distretto sanitario di Francavilla Fontana.
Di Mesagne sono anche altri nomi in corsa: Franco Gentile, attuale vicepresidente della Camera di Commercio di Brindisi, che mira alla presidenza del consorzio per l’area di sviluppo, e Fiorella Adelaide Rodio, oggi alla guida della società dei trasporti. Intrecci che si inseriscono in un quadro ampio e ancora fluido.
Bari, Aqp e Arpal nel mirino
Tutto passa infine da Bari, dove alcune poltrone decisive sono in bilico. Il presidente dell’Acquedotto pugliese, Domenico Laforgia, è in scadenza ma spera in una proroga. Due seggi nel cda potrebbero comunque aprirsi. E intanto all’Arpal, l’agenzia per il lavoro un tempo feudo di Massimo Cassano, si sta svolgendo un corso per 50 nuove figure. A supervisionarlo è Lanfranco Vetrone, magistrato scelto dal direttore Gianluca Budano come presidente della commissione, a garanzia di regolarità.
Il tempo stringe e le elezioni incombono. Ma Emiliano, riferisce “la Repubblica Bari”, intende giocarsi fino in fondo le sue carte. Perché, in Puglia, anche i tecnicismi delle nomine sono materia di battaglia politica.












