Sono nomi poco noti nei manuali scolastici, raramente citati nei discorsi ufficiali. Eppure, senza di loro la Costituzione italiana non sarebbe la stessa. Da mercoledì 4 a domenica 9 giugno, Lucera restituisce voce e volto alle Madri Costituenti con una mostra che punta a riscoprire il ruolo fondamentale delle donne nell’edificazione della Repubblica.
Promossa dal Comitato provinciale ANPI di Foggia, con il patrocinio del Comune di Lucera e la collaborazione della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, l’esposizione sarà ospitata a Palazzo D’Auria Secondo (Piazza Oberdan, 3) e si aprirà con l’inaugurazione ufficiale mercoledì 4 giugno alle ore 19.00.
Un percorso tra memoria, cittadinanza e impegno civile
“Le Madri Costituenti” non è solo una mostra, ma un’esperienza collettiva di racconto, ascolto e riflessione. L’obiettivo è dare nuova luce alle storie di quelle donne che, dopo la fine del fascismo, contribuirono a scrivere la Carta fondamentale dell’Italia democratica, affrontando temi cruciali come il lavoro, la famiglia, la dignità umana e i diritti delle persone.
Alla cerimonia inaugurale interverranno Giuseppe Pitta, sindaco di Lucera, Michele Galante, presidente ANPI provinciale, Giuseppe Trincucci, presidente ANPI Lucera, Berenice Di Matto, consulente aziendale, e Rossella Bondanese, insegnante, accompagnata dalle riflessioni degli alunni di quarta sul significato della Costituzione oggi.
Tre giornate di approfondimento
La mostra sarà affiancata da un ciclo di incontri che estenderanno il dialogo avviato con l’inaugurazione. Giovedì 5 giugno alle 19.00 si terrà un incontro sull’“empowerment psicologico e la valorizzazione del ruolo delle donne nella società”, con gli interventi della psicologa Maria De Troia e della giurista Alessandra Albano. Venerdì 6 giugno alle 18.30 sarà invece Magdalena Jarczak, segretaria provinciale CGIL, a portare la testimonianza dell’impegno sindacale per la tutela dei diritti nel mondo del lavoro.
Un’eredità ancora viva
“Ci sono storie che non ci hanno raccontato abbastanza”, è il messaggio al centro della rassegna. Ma sono storie che parlano ancora: di giustizia, partecipazione, uguaglianza. E che oggi più che mai offrono strumenti per interpretare il presente e costruire consapevolmente il futuro.
Come scrisse Lina Merlin, una delle 21 donne dell’Assemblea Costituente: “La donna è parte essenziale del progresso civile, e non può essere lasciata ai margini del potere democratico”. Un monito che continua a risuonare, tra le sale del palazzo storico e nelle coscienze di chi crede ancora nella forza della democrazia.













