Il premio medio per assicurare un’auto in Puglia è sceso dell’1,6% negli ultimi sei mesi, attestandosi a 676,73 euro. A certificarlo è l’Osservatorio Rc Auto di Facile.it e Assicurazione.it, che rileva un andamento in lieve miglioramento per gli automobilisti pugliesi, pur in un contesto ancora segnato da forti disparità territoriali.
Secondo gli analisti, il calo è legato alla diminuzione della frequenza dei sinistri e al rallentamento dell’inflazione, ma per ora si tratta solo di segnali parziali. “Dopo anni di aumenti, i premi si stanno stabilizzando – spiega Andrea Ghizzoni, managing director assicurazioni di Facile.it – ma è ancora presto per parlare di una tendenza strutturale”.
Taranto prima per riduzioni, giù anche Bari e Foggia
Il dato più significativo riguarda la provincia di Taranto, dove si è registrata la diminuzione più marcata su base semestrale: -4,6%. Seguono Bari, con un calo del 3,1%, e Foggia, dove i premi sono scesi del 2,7%.
Anche nelle province di Brindisi e Lecce si registrano riduzioni, rispettivamente dell’1,2% e dello 0,7%. L’unica eccezione al trend positivo è Barletta-Andria-Trani, che invece segna un incremento delle tariffe pari al 2,2%.
Capitanata maglia nera, Lecce la più economica
Nonostante la leggera flessione, Foggia si conferma la provincia più costosa d’Italia per l’assicurazione auto. Qui, ad aprile 2025, il premio medio per un veicolo a quattro ruote ha toccato quota 859,38 euro, ben al di sopra della media regionale.
Segue la BAT con 782,25 euro, mentre al terzo posto per costi si colloca Taranto con 678,91 euro. Più contenute le cifre rilevate a Bari (662,77 euro) e Brindisi (640,39 euro). Chiude la classifica regionale Lecce, dove assicurare un’auto costa in media 567,91 euro, il valore più basso in Puglia.
Gap territoriali ancora troppo ampi
Il quadro evidenzia un forte squilibrio tra province, con differenze che superano i 290 euro tra Lecce e Foggia. Un divario che, secondo l’Osservatorio, resta troppo ampio e condizionato da fattori come la sinistrosità, le frodi assicurative e il profilo di rischio storico delle aree.
Il miglioramento osservato in alcune province pugliesi resta un segnale positivo, ma insufficiente a colmare il dislivello strutturale che penalizza fortemente intere aree della regione.








